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Nei prossimi 10 anni i Paesi in via di sviluppo assisteranno a un boom delle vendite di piccoli elettrodomestici e apparecchi elettronici che provocherà un disastro ambientale se non inventeremo nuove strategie per sbarazzarci di vecchie tv, cellulari e computer.
I pericoli per l'ambiente a la salute posti dalle crescenti montagne di rifiuti elettronici sono particolarmente urgenti per i paesi in via di sviluppo, che fungono già da discariche per i rifiuti hi tech dei paesi industrializzati, secondo uno studio del Programma ambientale dell'Onu.
I rifiuti elettronici si stanno accumulando nel mondo al ritmo di 36 milioni di tonnellate l'anno, si legge nel rapporto, che afferma che i dati a disposizione sono comunque insufficienti. La Cina produce 2,3 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici l'anno, seconda solo agli Stati uniti, con tre milioni di tonnellate.
Il direttore dell'Unep Achim Steiner afferma che il Pianeta non è pronto a fronteggiare l'esplosione di gagdet elettronici che si prepara nel prossimo decennio. «Il mondo ora deve affrontare una massiccia ondata di rifiuti elettronici che rifluirà e ci colpirà, particolarmente nei paesi meno sviluppati, che possono diventare una specie di discarica», ha confermato Steiner.
Secondo lo studio Unep il tasso produzione di rifiuti da vecchi computer delle Cina quadruplicherà nel 2020 rispetto ai livelli del 2007. Intanto in India i frigoriferi da buttare, che contengono gas pericolosi per l'ambiente come clorofluorocarboni e idroflourocarboni, potrebbero triplicare entro il 2020. La crescita più veloce tra i rifiuti hi-tech si è registrata nelle apparecchiature per telecomunicazioni, come cellulari, cercapersone e smart phone.
Il riciclaggio dei rifiuti elettronici nei paesi in via di sviluppo come Cina e India viene svolto da operatori casalinghi e inefficienti, non controllati: ad esempio, in entrambi i paesi è molto diffusa la pratica dannosissima per l'ambiente di bruciare su griglie alimentate a carbone circuiti elettronici per estrarre l'oro.
Il rapporto sollecita normative specifiche per la raccolta e la gestione dei rifiuti elettronici e chiede che le tecnologie per risolvere questo problema siano trasferite ai paesi in via di sviluppo da quelli industrializzati. I prodotti elettrici, come frigoriferi, condizionatori, stampanti, lettori dvd e lettroi musicali digitali rappresentano un piccola parte dell'immondizia globale, ma i loro componenti li rendono molto pericolosi.
23-02-2010
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