Acero: varietà e caratteristiche

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22/04/2021

Gli aceri sono degli alberi molto belli e con particolari proprietà depurative dell’aria. Sono molto apprezzati per la coltivazione ornamentale, grazie al loro fogliame di diverse colorazioni. Ne esistono tante varietà differenti, ognuna con le sue peculiarità. Scopriamo insieme le caratteristiche di questi alberi e come coltivarli.

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L’acero (Acer sp.) è un genere botanico che comprende numerose specie, oltre 200, originarie di Europa, Cina, Giappone, Corea e America del Nord. Il termine latino “acer” significa “appuntito” ed è un riferimento alle estremità appuntite delle foglie caduche di questi alberi. Sono alberi di media grandezza (da 1 a 30 m), crescono in pianura o nelle zone collinari o submontane, in tutto l’emisfero boreale. Molto apprezzate come piante ornamentali, presentano un fogliame variegato e vivamente colorato, e una corteccia dalle tonalità caratteristiche. Dopo aver visto come coltivare l’acero rosso in un precedente articolo, scopriamo quali sono le principali varietà e le caratteristiche peculiari.


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Acero: varietà, caratteristiche e consigli di coltivazione

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Principali specie di acero

Moltissime sono le specie di acero coltivate in giardino, di queste le più diffuse sono acer palmatum e acer japonicum, in quanto esemplari di piccole dimensioni e perciò facilmente gestibili. Entrambe queste specie sono originarie del Giappone. L’acer japonicum presenta foglie palmate di forma tondeggiante con numerosi lobi, di colore verde scuro che in autunno diventa rosso acceso, con i margini spesso più chiari. Non ama molto il caldo e il clima mediterraneo, preferisce posizioni semi-ombreggiate e non teme il freddo.

L’acer palmatum è noto comunemente come acero giapponese, più piccolo del precedente citato e di forma a campana o semi-sfera. E’ caratterizzato da un’ampia varietà morfologica, grazie alla quale si possono ottenere alberi anche molto differenti pur prelevando i semi dalla stessa pianta madre. Anche questa specie preferisce la semi-ombra, terreno ben drenato e fresco.

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L’acer saccharum è un albero che raggiunge anche i 30m, caratteristico di molti parchi cittadini e privo di esigenze particolari. La caratteristica peculiare di questo albero è la produzione del famoso sciroppo d’acero. Questo prodotto si ottiene incidendo la corteccia dell’acero e raccogliendone la linfa. Dopo una lunga bollitura, si ottiene lo sciroppo, grazie alla concentrazione degli zuccheri contenuti nella linfa stessa.

L’acer platanoides, noto come acero riccio, si aggiudica invece il primo posto nella classifica degli alberi antismog. Questa specie, che può raggiungere i 20 metri di altezza, è in grado di assorbire fino a 3800 chili di CO2 in venti anni, mitigando l’inquinamento e abbattendo le isole di calore negli ambienti urbani. Pertanto se ne consiglia la coltivazione, soprattutto se si vive in zone urbane.


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Consigli di coltivazione dell’acero

Il terreno ideale per far crescere l’acero è leggero, ben drenato e umido. Per mantenere costante l’umidità del suolo può essere effettuata una leggera pacciamatura, ma a parte questo non necessita di particolari accorgimenti. Sono specie abbastanza rustiche in grado di resistere a temperature molto basse.

Sono spesso attaccati da malattie fungine, in particolare oidio e ruggine. Se la pianta è ancora giovane è necessario intervenire tempestivamente con solfato di rame (verderame) ma se la pianta è già adulta difficilmente verrà attaccata da parassiti.