Agricoltura sociale: cos’è e a cosa serve

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12/02/2021

L’agricoltura sociale è una pratica che utilizza attività agricole per fornire servizi sociali e formativi rivolti a soggetti vulnerabili e affetti da disagio sociale. Essa è molto praticata in Europa e anche in Italia. Varie numerose esperienze di agricoltura sociale in Europa e nel mondo hanno dimostrato l’efficienza di questo sistema nel reinserimento terapeutico di molti soggetti coinvolti.


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L’agricoltura sociale consiste in una serie di attività, anche di natura economica, che permettono la reintegrazione sociale dei soggetti coinvolti, come persone affette da disabilità fisiche e/o intellettive. Questo si realizza attraverso l’acquisizione di nuove capacità operative, alle quali consegue un sentimento di utilità e maggiore considerazione di sé stessi. Questa pratica, soprattutto in Italia, assume la valenza di un vero e proprio strumento operativo basato sulla collaborazione tra agricoltura e settore terziario.

Agricoltura sociale: principi e scopi

L’agricoltura sociale racchiude una serie di iniziative tese a coinvolgere nelle attività agricole soggetti svantaggiati o appartenenti a gruppi sociali particolari per favorirne in reinserimento terapeutico nella comunità e al contempo produrre beni. Solitamente, ciò avviene grazie alla collaborazione tra una pluralità di soggetti: enti, singoli cittadini, aziende agricole.


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Fattorie sociali

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Nascono in questo modo le cosiddette “fattorie sociali“. Queste realtà svolgono la loro attività produttiva integrando servizi culturali, formativi e educativi, a vantaggio di soggetti deboli e di aree fragili. Si tratta di fattorie tradizionali o allevamenti di vario genere, economicamente e finanziariamente sostenibili, gestite da una o più persone associate. Propongono i loro prodotti sul mercato e contemporaneamente contribuiscono al reinserimento sociale dei soggetti svantaggiati coinvolti nelle attività.

Questo tipo di attività può essere definita “multifunzionale“, in quanto realizza allo stesso tempo diversi percorsi di terapia e riabilitazione, e soprattutto reintegrazione dei soggetti interessati. Queste attività possono essere di varia natura. Sotto il profilo terapeutico quelle più diffuse sono le attività orticolturali e le terapie assistite con gli animali (si pensi alla ippoterapia e alla pet-therapy in generale).