L’Amazzonia brucia: crimine ambientale o cambiamenti climatici?

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L’Amazzonia, il polmone verde del nostro Pianeta, sta continuando a bruciare e non c’è nulla di nuovo in tutto questo se consideriamo che in questo periodo tutti gli anni si sviluppano roghi nella foresta pluviale. Il vero problema è un altro: è la portata del fenomeno, che nel 2019 ha raggiunto dimensioni davvero molto preoccupanti. Secondo i dati dell’istituto nazionale per la ricerca spaziale (Inpe) nel mese di luglio sono bruciati 225.000 ettari di foresta amazzonica: il triplo rispetto a quelli dell’anno precedente.

Perchè questo fenomeno ha raggiunto delle dimensioni tali? A chi va imputata la colpa di tutto ciò? Nelle scorse settimane si è parlato spesso dei cambiamenti climatici, che sicuramente hanno avuto un ruolo determinante, ma è bene ricordare che anche in questo caso l’azione dell’uomo non si può sottovalutare. C’è chi parla di crimine ambientale ed effettivamente se l’Amazzonia brucia sotto i nostri occhi è anche per colpa dell’operato umano.

Perchè l’Amazzonia brucia?

Guardando le immagini dell’Amazzonia che brucia inesorabilmente e del polmone verde del nostro Pianeta che poco a poco si riduce sempre di più siamo rimasti tutti impressionati. La domanda che in molti si sono posti però è stata sempre la stessa: perchè sta accadendo tutto questo? Per quale ragione la foresta pluviale amazzonica, che dovrebbe essere preservata e protetta, sta facendo questa terribile fine? Le risposte ci sono, e se da una parte la colpa è dei cambiamenti climatici dall’altra non possiamo che riconoscere che l’azione dell’uomo è ancora una volta determinante.

La deforestazione per l’allevamento

Amazzonia-bruciaQuello che in molti non sanno è che i roghi in Amazzonia ci sono sempre stati, perchè rientrano in una delle pratiche classiche messe in atto dagli agricoltori della zona. Gli alberi vengono tagliati ogni anno nel periodo estivo e lasciati dove si trovano in modo che si asciughino e perdano l’umidità. A quel punto vengono bruciati, in modo da liberare terreno utile per lo sviluppo di nuova vegetazione e l’allevamento del bestiame. In sostanza quindi una grande parte dell’Amazzonia viene distrutta ogni anno per riuscire a fare fronte alle richieste del mercato e alla produzione di carne bovina.

I cambiamenti climatici

Se l’azione diretta dell’uomo è determinante, lo sono anche i cambiamenti climatici che hanno un ruolo fondamentale nei roghi estivi in Amazzonia. Le ondate di calore estreme favoriscono la siccità e la conseguenza primaria di questo fenomeno è proprio lo sviluppo di incendi. Certo è che a ben vedere anche i cambiamenti climatici sono da imputare all’azione umana: l’inquinamento atmosferico, il buco dell’ozono, l’effetto serra sono tutti fenomeni che hanno trovato un’origine proprio nelle azioni dell’uomo. Anche in questo caso quindi non possiamo fare altro che ammettere le nostre colpe ma soprattutto aprire gli occhi e fare qualcosa di concreto. E’ arrivato il momento di parlare chiaramente: l’Amazzonia brucia e questo è un crimine ambientale vero e proprio. I governi del mondo lo devono riconoscere e devono tutelare il polmone verde del Pianeta perchè parliamo di una risorsa importantissima, che non si può sprecare in questo modo.

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