Amianto: pericoli e smaltimento

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13/05/2021

Con il termine amianto (o absesto) si intende un insieme di minerali dalla consistenza fibrosa che in passato hanno trovato un larghissimo impiego nel settore dell’edilizia e nella produzione di manufatti. Oggi ormai sappiamo tutti che l’amianto è un materiale molto pericoloso, ma sono ancora diversi i dubbi che attanagliano le persone in merito a questo argomento.

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Se da un lato è vero che l’amianto nuoce gravemente alla salute, è altrettanto vero che solo in determinate situazioni si corre un effettivo rischio di esposizione. Oggi cercheremo di fare chiarezza sulle questioni più rilevanti: quando l’amianto è realmente pericoloso per la nostra salute, dove si trova questo minerale e quali sono le norme previste per la bonifica e lo smaltimento dell’amianto in Italia.

Amianto: pericoli e smaltimento

L’amianto oggi non è più prodotto in Italia ed il motivo è molto semplice. Infatti, diversi anni fa si è scoperto che questo materiale, ampiamente utilizzato nel settore edile ma non solo, è cancerogeno. Se respiriamo le fibre di absesto, queste si depositano nelle vie respiratorie e nei polmoni e possono rimanere lì anche per diversi anni.


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Le conseguenze sono poco rassicuranti, perché oltre a provocare patologie respiratorie quali asma e bronchite l’amianto può causare anche tumori ai polmoni. Non va quindi certamente sottovalutato: si tratta di un materiale che risulta pericolosissimo per la nostra salute!

In realtà però, l’absesto di per sé non è dannoso. Chiariamo meglio: i materiali ed i manufatti in amianto che si trovano in buono stato e che non vengono toccati non rischiano di causare problemi di salute. L’absesto diventa pericoloso quando inizia a sgretolarsi o quando per motivi di manutenzione siamo noi a comprometterne la solidità. In questi casi, le fibre si disperdono nell’aria e vanno a finire direttamente nei nostri polmoni, con le conseguenze che abbiamo appena visto.

Dove si trova l’amianto: strutture e oggetti a rischio

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L’absesto sfortunatamente ha conosciuto nella seconda metà del 1900 una fortuna incredibile. Fino al 1992 è stato impiegato praticamente in tutti i settori: da quello manifatturiero a quello edile in particolar modo. E’ quindi difficile dire oggi dove si trova l’amianto.

Infatti, potenzialmente potrebbe essere ancora in moltissime parti strutturali degli edifici come le coperture dei tetti, le coibentazioni, i solai e via dicendo. Per questo motivo quando si ristruttura un vecchio edificio conviene sempre fare una valutazione professionale, in modo da escludere la presenza di absesto in alcuni punti.

Le norme di smaltimento dell’amianto


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Quando risulta la presenza di amianto in una parte strutturale che non si possa bonificare, bisogna procedere con lo smaltimento di questo materiale pericoloso. In entrambi i casi (sia per la bonifica che per lo smaltimento) è obbligatorio per legge rivolgersi ad una ditta specializzata. La ditta in questione dovrà essere anche in possesso di tutte le dovute autorizzazioni.

Parliamo di un pericolo vero e proprio, non solo per noi ma anche per tutte le persone che vivono intorno all’edificio. Per questo motivo è fondamentale contattare dei professionisti abilitati allo smaltimento dell’amianto. E’ anche fondamentale provvedere ad eliminare questo materiale in modo definitivo ma anche in sicurezza.