Australia: dure proteste da parte di Extinction Rebellion

Gli attivisti per il clima sono sempre più intenti a fare sentire la propria voce. Il recente Black Friday è stata recente occasione per gli attivisti di mostrare il loro dissenso e in Australia, l’azione di Extinction Rebellion è stata particolarmente impattante.

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Sono state svariate le proteste messe in atto dagli attivisti durante il Black Friday e tra le diverse mobilitazioni in più parti dl mondo non è passata inosservata l’attività degli attivisti di Extinction Rebellion in Australia.

Gli attivisti di Extinction Rebellion, movimento socio-politico nonviolento che chiede ai governi di prendere reali provvedimenti contro la crisi climatica e tutto ciò che ne conseguenze, sono noti per le proprie azioni, spesso molto dirette. Quella degli attivisti rimane una filosofica di non violenza, ma ciò che essi scelgono di fare ha solitamente un grande impatto.

Gli attivisti di Extinction Rebellion reputano ormai necessarie azioni che possano fare riflettere e rimanere impresse, “disturbando” leader, aziende e cittadini cosicché questi capiscano l’importanza di agire davvero contro l’attuale emergenza climatica.

Recentemente è stato celebrato il Balck Friday, giorno che rappresenta una tendenza tutt’altro che sostenibile e celebra il successo dell’industria fast fashion. Ci sono state proteste in diverse parti mondo e a Melbourne, in Australia, gli attivisti sono stati molto espliciti presentandosi in un centro per lo shopping senza vestiti, coperti da un solo striscione e con uno slogan ben chiaro:


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Il fast fashion ci costa la terra. Piuttosto non indossiamo i vestiti.

A Melbourne gli attivisti nudi contro il green washing delle aziende

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Gli attivisti di Extinction Rebellion a Melbourne, in Australia, hanno messo in atto una protesta impossibile rimanesse inosservata. Non che azioni che rimangono impresse siano mancate, ad esempio sempre su informazioneambiente.it era stata riportata l’esibizione di un altro gruppo di attivisti che ritrovatosi in un centro commerciale a Parigi aveva dato inizio a un flash mob sempre in segno di protesta contro lo shopping compulsivo e l’industria della moda veloce.

E sempre contro l’ormai riconosciuta dannosità e l’inquinamento della fast fashion, in Australia gli attivisti sono entrati in alcuni negozi nudi e coperti solo da uno striscione, uscendo solo quando minacciati dalle forze dell’ordine. Una protesta avvenuta in occasione del Black Friday che non fa altro che continuare a spingere i consumatori ad acquistare quanti più vestiti possibili a poco prezzo che per quanto potrebbe apparire economicamente conveniente, è una modalità distruttiva.