Auto elettriche: cosa significa ricarica peer-to-peer?

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19/12/2022

Da una ricerca statunitense arriva la proposta per un un nuovo approccio scalabile alla ricarica dei veicoli elettrici, in grado di eliminare la necessità di infrastrutture elaborate. Andiamo a scoprire come funziona la ricarica peer-to-peer e quali saranno i vantaggi per il futuro.

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E se in futuro non troppo lontano la mobilità elettrica non condividesse solo i mezzi ma anche le ricariche?

Ricarica peer-to-peer: la ricerca sulla mobilità elettrica

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Parte da questa domanda la ricerca elaborata dal professore Tamzidul Hoque della School of Engineering dell’Università del Kansas. In collaborazione con i colleghi dell’Università della Florida, Hoque ha provato ad immaginare un nuovo sistema di ricarica peer-to-peer per permettere ai mezzi di fare “il pieno” durante la marcia.

La ricarica dei veicoli elettrici in movimento non rappresenta una novità tecnologica. Dai primi camion dotati pantografi alle bobine induttive nascoste sotto l’asfalto, il numero di progetti per il rifornimento dinamico continua a crescere. Un settore in cui si è cimentata anche l’Italia con l’Arena del Futuro, un anello di asfalto lungo 1.050 metri alimentato con una potenza elettrica di 1MW e dotato di “Dynamic Wireless Power Transfer”.

Ma il professor Hoque ha provato a compiere un ulteriore passo avanti immaginando un sistema in cui i mezzi possano condividere la carica tra loro durante la guida, abbinandoli a un programma di controllo basato sul cloud.

Il nuovo sistema di ricarica condiviso

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L’ingegnere Tamzidul Hoque, nell’articolo pubblicato su Scientific Reports, afferma:

“Quando più veicoli elettrici sono in viaggio, possono effettivamente condividere la carica tra loro durante la corsa. Non devono fermarsi per farlo. Un’auto potrebbe avere una carica abbondante, di cui non ha bisogno, e potrebbe venderla ad un’altra auto. L’altra potrebbe così non doversi fermare per fare il pieno, accorciando il suo viaggio”.

Secondo i ricercatori, i veicoli verrebbero dotati di due diverse batterie: una principale agli ioni di litio come quelle già in commercio e una seconda di tipo fast-charging impiegata per ricarica peer-to-peer durante il viaggio e connessa alla prima.

Continua così l’ingegnere:

“Nessuno vuole che le auto rimangano connesse per molto tempo perché una delle due potrebbe potrebbe dover cambiare percorso. Ecco perché abbiamo sviluppato il concetto di batteria multilivello per ridurre i tempi di ricarica. Proprio come nel computer hai una memoria cache veloce e altri tipi di memorie ad alta capacità ma più lente”.

Nelle aree ad alta densità, il team di ricerca propone di installare stazioni di ricarica mobili, su camion, in grado di caricare dinamicamente più veicoli contemporaneamente.