Bollette: le novità del Decreto Aiuti ter

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17/09/2022

Il Decreto Aiuti ter ha introdotto una serie di misure volte a contrastare la crisi energetica di questi mesi, per lo più potenziando le misure già esistenti. È il caso del credito d’importa per l’energia elettrica e per il gas: vediamo insieme cosa è cambiato.

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Aiuti ter da 14 miliardi di euro che contiene diverse novità per famiglie e imprese, a cominciare dal nuovo bonus 150 euro per lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati, che andrà a sostituire l’ampliamento della platea di beneficiari del bonus bollette.

Inoltre, il provvedimento ha inserito alcune novità che riguardano le bollette di energia elettrica e gas per le imprese. Vediamo insieme.

Bollette: estensione del credito d’imposta

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Il nuovo decreto Aiuti approvato dal Consiglio dei Ministri ha esteso il credito d’imposta per l’energia elettrica e per il gas anche alle imprese più piccole, prevedendo l’apertura a quelle imprese con contatori di potenza da 4,5 kW, rispetto ai 16,5 kW previsti ad oggi, a partire da ottobre.

Il credito d’imposta è pari al 30 per cento della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022, in caso di aumento del prezzo di acquisto superiore al 30 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. Il credito d’imposta per l’acquisto di gas naturale passa al 40 per cento per la spesa sostenuta per l’acquisto, in relazione ai consumi dei mesi di ottobre e novembre 2022, anche in tal caso in caso di aumento dei prezzi superiore al 30 per cento.

Inoltre, il bonus bollette è stato confermato anche per le imprese energivore e gasivore e il credito d’imposta riconosciuto passa al 40 per cento. Il bonus  è riconosciuto alle imprese a forte consumo di luce e gas per un valore pari al 25 per cento della spesa sostenuta.

In presenza di contatori di potenza pari o superiore a 16,5 kW il credito d’imposta per i consumi elettrici è pari al 15 per cento, valore che torna al 25 per cento per i consumi di gas delle imprese “non gasivore”.