Botti di capodanno: gli impatti sulla salute e l’ambiente

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28/12/2022

Nei prossimi giorni si terrà uno degli eventi più attesi dell’anno, Capodanno, e milioni di cittadini saranno pronti a far esplodere botti e fuochi d’artificio, come da tradizione. Ma quali sono le conseguenze di questa usanza sulla salute e sull’ambiente? 

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Si avvicina la fine del 2022 e con esso uno degli eventi più attesi di ogni anno. Stiamo parlando di Capodanno, la serata tra il 31 dicembre 2022 e il 1° gennaio 2023, che festeggia l’inizio del nuovo anno.

Ogni Capodanno, vengono sparati in aria, e non solo, botti e fuochi d’artificio. Tuttavia, sono ormai noti ai più i problemi che questa usanza causa alla salute e all’ambiente, e per questo motivo il Codacons ha invitato i sindaci a vietarli con un’ordinanza:

Basta con i fuochi d’artificio di fine anno. Non si tratta, infatti, solo di una primitiva e pericolosa usanza che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche di una pseudomoda che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali.

Ma quali sono le conseguenze di questa tradizione? Vediamo insieme.

Botti e fuochi d’artificio: i danni all’ambiente

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Oltre ad essere responsabili della morte di un indefinito numero di animali domestici e selvatici, i botti di Capodanno hanno un impatto negativo sulla salute e l’ambiente.

L’esplosione simultanea di petardi, fuochi d’artificio e altri “giochi” pirotecnici, libera nell’aria una significativa concentrazione di polveri sottili e altre sostanze inquinanti. Infatti, il 1° gennaio è il giorno dell’anno in cui le centraline registrano il picco massimo di particolato sottile in atmosfera.

Il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi ha sottolineato proprio quest’aspetto nel comunicato stampa:

La conseguenza è che il primo dell’anno nelle città si supera il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il PM10, con un valore, a seconda della città, da doppio a triplo rispetto alla media del periodo. Ricordiamo che per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell’aria, cresce del 3 per cento il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Ciò significa che se si arriva a cento microgrammi il rischio aumenta del 20 per cento. A correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie correlabili all’inquinamento.