Caldo estremo: i rischi per le specie marine del Mediterraneo

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03/08/2022

Tra il 2015 e il 2019 già 50 specie marine sono state decimate a causa del surriscaldamento delle acque del Mediterraneo, e le alte temperature di queste settimane minacciano di nuovo la biodiversità. Il termometro al largo delle coste italiane misura fino a 5°C più della scorsa estate. Andiamo a scoprire quali sono le conseguenze del riscaldamento globale sugli ecosistemi marini del Mar Mediterraneo.

Mare, Caldo

Stiamo attraversando un’estate caratterizzata da altissime temperature e da continue ondate di calore estremo. Questo ha un impatto sulla vita delle persone e sugli ecosistemi terrestri, ma influenza anche l’equilibrio della biodiversità marina.

L’Impatto del riscaldamento globale sulle speci marine

Microplastiche

Un nuovo studio dell’Instituto Español de Oceanografía ha dimostrato che negli scorsi anni, a causa dell’aumento delle temperature nel Mediterraneo, le popolazioni di almeno 50 specie marine e si sono ridotte drasticamente. E la situazione attuale fa temere che presto questo possa accadere di nuovo, e con conseguenze anche peggiori.

Il mese di luglio ha fatto registrare al largo dei Paesi costieri europei temperature anche molto più elevate di quelle dello scorso anno. Le acque del Mediterraneo tra le isole Baleari e l’Italia sarebbero fino a 5°C più calde rispetto allo stesso periodo del 2021. A Cabo del Gata, nella Spagna sud-orientale, la colonnina di mercurio avrebbe sfiorato i 28°C (contro il 24-26°C medi per il periodo). Vicino a Nizza, invece, l’acqua è arrivata a misurare addirittura 29,2°C:

L’oceanografo Jean-Pierre Gattuso ha commentato così la situazione all’agenzia Reuters:

“Si tratta del record assoluto almeno dal 1994 e molto probabilmente anche da prima”, ha spiegato all’agenzia Reuters l’oceanografo Jean-Pierre Gattuso. “L’oceano e il mare sono come spugne per il calore”.

Caldo estremo ed ecosistemi marini: le conseguenze

Le ondate di calore delle ultime settimane sono anche più intense e durature di quelle che, tra il 2015 e il 2019, hanno causato la morte in massa di molte specie marine, tra cui anche la preziosa Posidonia oceanica. Purtroppo, già ad agosto potremmo assistere a una nuova moria.

Nonostante siamo sempre più portati a fare attenzione agli effetti che i cambiamenti climatici hanno sulla terraferma, la crisi ambientale colpisce duramente anche le specie marine, che subiscono già la pressione della pesca sconsiderata e dell’inquinamento da plastica. Per questo, nel progettare soluzioni a contrasto dei cambiamenti climatici, dovremo sempre più considerare anche i danni che essi provocano agli oceani.