Cambiamenti climatici: a rischio la vita dei coralli

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09/06/2023

Lo studio condotto dall’Università del New South Wales ha rilevato che l’incidenza della malattia dei coralli sta aumentando a causa dell’aumento delle temperature marine. Andiamo a scoprire quali sono le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla vita dei coralli nel mondo.

Corallo

L’analisi di oltre 100 studi condotti negli ultimi 25 anni ha rivelato che attualmente meno del 10% delle colonie di coralli è colpito dalla malattia, ma entro il 2100 si prevede che oltre il 75% delle colonie sarà interessato.

Cambiamenti climatici: le conseguenze per le barriere coralline

Cambiamenti, Climatici
L’aumento delle temperature marine favorisce la diffusione di batteri e funghi che possono infettare i coralli. La malattia dei coralli non si limita allo sbiancamento, causato dall’eccessivo stress termico, ma coinvolge anche agenti patogeni che attaccano i reef. Nel corso degli ultimi 25 anni, la diffusione della malattia dei coralli è triplicata.

Secondo lo studio, se le emissioni di gas serra continueranno ai ritmi attuali (scenario “business as usual”), la percentuale di colonie di coralli colpite dalla malattia potrebbe salire oltre il 75% entro la fine del secolo. Questo avrebbe un impatto devastante sulla salute dei coralli e sul declino delle barriere coralline.


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La ricerca evidenzia la grave minaccia che la malattia dei coralli rappresenta per la sopravvivenza dei coralli stessi e per la salute complessiva degli ecosistemi corallini.

Malattia dei coralli: come si può evitare?

Corallo-bianco

È importante adottare misure efficaci per ridurre le emissioni di gas serra e mitigare l’effetto del cambiamento climatico sulle temperature marine, al fine di proteggere i coralli e gli habitat marini correlati.

Samantha Burke, autrice principale dello studio, spiega:

“La malattia dei coralli è una grave causa di mortalità dei coralli a livello globale e di declino della barriera corallina, e i nostri modelli prevedono che continuerà a peggiorare, anche se le temperature oceaniche rimarranno conservative”