Carbone: il combustibile fossile più inquinante di tutti

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Carbone

Il carbone è un combustibile fossile come il petrolio, largamente utilizzato per alimentare le industrie ma altamente nocivo ed inquinante. Le emissioni nocive sprigionate a causa dell’utilizzo di questo combustibile sono infatti tra le più pericolose in assoluto, sia per la nostra salute che per l’ambiente in cui viviamo. 

Cos’è il carbone e dove si trova?

CarboneIl carbone è un combustibile fossile pronto all’utilizzo: composto principalmente da carbonio, altri minerali a base di zolfo e tracce di idrocarburi, questo materiale ha iniziato a trovare impiego come combustibile sin dalla Rivoluzione Industriale. Da quel momento in poi, viste le grandi quantità di carbone che si possono trovare già pronte all’uso in natura, questo combustibile è diventato indispensabile e ad oggi è il combustibile fossile più utilizzato dopo il petrolio.

Il carbone si trova nel sottosuolo, a diversi metri di profondità, e viene estratto dalle miniere: si tratta di una materia prima che si trova in abbondanza ed è anche per questo motivo che è stata da subito impiegata in modo massiccio.

Purtroppo però, quando viene impiegato come combustibile, il carbone sprigiona nell’aria un’elevatissima percentuale di gas serra (tra cui anidride carbonica) che come abbiamo già visto costituisce la prima fonte di inquinamento ambientale.

Le emissioni di Co2 provocate dal carbone

Come abbiamo detto, il carbone è un combustibile presente in grandi quantità nel sottosuolo: questo è un problema perchè, se confrontato con il petrolio o con il gas naturale, la combustione di questo materiale determina un inquinamento atmosferico decisamente maggiore. A parità di energia ottenuta, infatti, le emissioni di anidride carbonica sprigionate dal carbone sono il 30% in più di quelle sprigionate dalla combustione del petrolio e addirittura il 70% in più del gas naturale (come il metano).

4 anni fa, sul totale delle emissioni di co2 nell’atmosfera, il 46% sono state causate dalla combustione del carbone e questo è un dato allarmante se pensiamo alle conseguenze ambientali (Effetto Serra, Piogge Acide, Riscaldamento Globale e via dicendo).

I danni per la salute umana

L’impiego di questo combustibile fossile determina anche un livello di pericolosità molto alto per la salute umana: attraverso il processo di combustione vengono infatti sprigionate nell’aria polveri sottili che sono in grado di penetrare in profondità nei polmoni ed entrare in circolo nel sangue. Le conseguenze possono essere gravissime: attacco cardiaco, cancro ai polmoni, problemi respiratori di varia natura sono strettamente collegati all’inquinamento prodotto dalla combustione di questo materiale. Per non parlare di tutti i metalli pesanti tossici che vengono sprigionati nell’aria: mercurio, piombo, arsenico sono emessi dalle centrali a carbone e vengono inevitabilmente respirati da tutta la popolazione.

I rischi delle centrali a carbone sono quindi ingenti, così come sono da considerarsi pericolosissime le condizioni di lavoro dei minatori, esposti al contatto diretto con questo combustibile. Greenpeace ha già lanciato l’allarme, qualche anno fa, ma sembra che la situazione non stia migliorando.

Le alternative al carbone: utopia o realtà?

Le alternative al carbone esistono, ma il problema è che si tratta di combustibili, come il petrolio ed il gas naturale, destinati ad esaurirsi presto. Tra l’altro, sono alternative meno inquinanti ma sicuramente non ecologiche! Un po’ più lontane ma comunque auspicabili, sono gli utilizzi di energie rinnovabili, che però necessitano ancora di sperimentazioni e perfezionamenti validi per poter coprire una domanda così ampia.

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