Cave di marmo: quanto inquinano?

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25/08/2022

Anche il marmo più pregiato d’Italia inquina, se gli scarti di lavorazione non vengono smaltiti nella maniera corretta. E la denuncia di Arpat parla chiaro, le cave toscane non sembrano rispettare le disposizioni. Andiamo a scoprire quanto inquinano le cave di marmo e come dovranno essere smaltiti gli scarti di lavorazione.

Cave, Di

Non sarebbe la prima volta che le cave di marmo inquinino, infatti, è risaputo, che sono diversi gli impianti che in passato sono stati chiusi a causa dell’errata gestione degli scarti di lavorazione.

Cave di marmo: quali sono gli scarti di lavorazione che inquinano

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Anche il marmo più pregiato d’Italia, quello che rende il nostro Paese famoso in tutto il mondo, non ne è esente: a Carrara a quanto pare le cave non smaltiscono a dovere la marmettola, causando potenzialmente gravi disastri ambientali.

Prima di tutto, è importante capire cosa sia la marmettola per rendersi conto di quanto sia pericolosa per l’ambiente. La marmettola è uno scarto di lavorazione delle cave di marmo, una polvere di marmo (ovvero carbonato di calcio quasi puro) che deriva dall’estrazione della pietra e dalla segagione.

Questa polvere minerale bianca e impalpabile, quando lasciata a terra ed esposta agli agenti atmosferici (come la pioggia), si trasforma facilmente in una fanghiglia dannosa e rischiosa, perché una volta secca cementifica gli alvei dei fiumi e dei torrenti, formando uno strato impermeabile che distrugge ogni forma di vita e che devasta i microhabitat, occludendo allo stesso tempo le branchie dei pesci e degli invertebrati. E incrementando, a causa della solidificazione, il rischio di esondazioni.

Ad essere inquinate dalla marmettola, peraltro, non sono solo le acque superficiali, ma anche quelle sotterranee e le sorgenti.

Inquinamento cave di marmo: come smaltire la marmettola

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Ogni cava dovrebbe smaltire la marmettola raccogliendola e trattandola come uno scarto di lavorazione e come rifiuto speciale, portandola negli impianti appositi.

Come fanno sapere da Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana):

“Il materiale rimane soggetto alle disposizioni sui rifiuti (ass. Sez. III n. 47085, 19/12/2008) e deve essere classificato con il codice “CER 01 04 13 – rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07”.

Il corretto smaltimento, d’altra parte, non è utile solo perché evita inquinamento e disastri, ma perché permette di riutilizzare la marmettola per altri scopi e in altri impianti, come per esempio nel campo dell’edilizia e dell’industria.

Tuttavia, fanno sapere sempre da Arpat:

“Il quantitativo complessivo di marmettola desunto dalle dichiarazioni MUD relative alle attività estrattive e di trasformazione dell’intero comprensorio Apuo-Versiliese è tale da rendere presumibile che un importante quantitativo di marmettola non venga gestito”.

Le cave di marmo toscane e apuane, ovvero quelle che trattano il marmo di Carrara, guardando ai numeri non smaltiscono correttamente la marmettola, lasciandola con tutta probabilità semplicemente nei piazzali.