Chimica verde: che cos’è e principi

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13/01/2021

La chimica verde (o green chemistry) è definita come l’invenzione, la progettazione e l’applicazione di prodotti e processi chimici in grado di ridurre o eliminare l’impiego di sostanze pericolose, nocive all’ambiente o alla salute umana. 

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Negli ultimi anni, si sta ponendo sempre maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente e alla salute nel nostro pianeta. Molti studi prevedono entro breve tempo l’esaurimento di tutte quelle risorse definite come “non rinnovabili“, cioè le fonti di energia che si rigenerano molto lentamente, come carbone, petrolio e gas naturale. Risulta pertanto necessario trovare delle alternative ai sistemi produttivi convenzionali, che siano sostenibili, non inquinanti e biocompatibili. In questo contesto, la Chimica Verde sta assumendo sempre più importanza.

Chimica Verde: definizione e principi

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Chimica verde, termine coniato per la prima volta nel 1996,  indica una concezione della chimica volta a indirizzare l’industria chimica tradizionale su percorsi di sostenibilità. La parola “green” in lingua anglosassone assume un significato operativo di azioni che vanno verso un obiettivo: per questo si preferisce adottare nel linguaggio comune il termine Green Chemistry per poter sfruttare l’incisività del linguaggio anglosassone che indica una vera e propria sfida.


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Lo sviluppo sostenibile, cioè uno sviluppo economico in linea con la salvaguardia dell’ambiente, impone alle scienze chimiche di giocare un ruolo chiave nel convertire tecnologie obsolete in nuovi strumenti green, per progettare prodotti puliti ed eco-compatibili.

Chimica verde: i 12 principi

Nel 1996 Paul Anastas e John Breen, chimici dell’EPA (Environmental Protection Agency) degli Stati Uniti, coniarono il termine Green Chemistry, che successivamente descrissero attraverso questi 12 principi:

    1. E’ meglio prevenire l’inquinamento che trattare o riciclare prodotti nocivi;
    2. I metodi di sintesi devono includere tutta la materia utilizzata nel prodotto finale;
  • Quando possibile, i metodi produttivi devono essere poco o per nulla nocivi per l’ambiente e per la salute umana;

    1. I composti chimici devono preservare la loro efficacia;
  • Ridurre il più possibile l’uso di sostanze chimiche aggiuntive (come solventi, mezzi di separazione, etc);
  1. Considerare i requisiti energetici per ridurre l’impatto ambientale della produzione dei composti chimici;
  2. I composti chimici di partenza devono essere di origine rinnovabile;
  3. Evitare nelle sintesi chimiche derivatizzazioni;
  4. Incoraggiare l’uso di catalizzatori;
  5. I prodotti chimici non devono essere persistenti nell’ambiente;
  6. Evitare la formazione di sostanze pericolose;
  7. Minimizzare il potenziale rischio di incidenti chimici.