Combustibili Fossili: impatto ambientale

-
16/04/2021

I combustibili fossili, detti anche idrocarburi, sono ad oggi la principale fonte di energia dell’intero globo. Purtroppo rappresentano anche la principale fonte di gas serra, responsabili di fenomeni ambientali importanti come l’effetto serra. Nonostante ciò, continuano ad essere molto impiegati: ricordiamo che si tratta di fonti di energia non rinnovabili, destinate ad esaurirsi molto presto. 


air-pollution-1866788_1920

I combustibili fossili rappresentano la maggior fonte di gas serra. Quando vengono bruciati per produrre energia liberano grandi quantità di CO2e altri inquinanti che creano un grande impatto sull’ambiente. Purtroppo il loro impiego ha un costo molto meno elevato rispetto alle fonti di energia rinnovabile e sono in grado di sprigionare quantità maggiori di energia. Gli idrocarburi devono la loro fortuna proprio a questi fattori, senza contare che risultano anche molto facili da trasportare. Se aggiungiamo anche gli interessi politici e le multinazionali, sembra che la strada verso un minor impiego di questi combustibili sia davvero ancora lunga.


Leggi anche: Metano: estrazione e utilizzi

Quali sono i combustibili fossili?

I combustibili fossili comprendono petrolio, carbone e metano (più altri gas naturali). Nonostante siano tutti inquinanti e creino un grande impatto ambientale, alcuni idrocarburi sono sicuramente più pericolosi di altri per quanto riguarda le emissioni di gas serra.

Carbone: il più inquinante

Il carbone è il combustibile fossile peggiore in assoluto per quanto riguarda i danni che può provocare all’ambiente e alla salute umana. Il dato allarmante è che il carbone ad oggi è responsabile della metà delle emissioni di gas serra a livello globale. E’ quindi piuttosto evidente quanto sia pericoloso. La combustione di questo idrocarburo libera anche polveri sottili altamente nocive per la salute umana, che possono penetrare in profondità nei polmoni ed entrare anche in circolo nel sangue.

Petrolio: il più utilizzato

industry-611668_1920

Il petrolio è il combustibile di origine fossile più utilizzato per l’alimentazione delle automobili e dei mezzi di trasporto. Se il carbone è altamente inquinante, il petrolio non è certo da meno. Le emissioni di gas serra sprigionate dalla sua combustione sono il 30% in meno ma rimangono comunque allarmanti.

I pozzi petroliferi presenti negli oceani e nei nostri mari rischiano di inquinare completamente le acque e di provocare la scomparsa di molte specie marine. Il problema è che il petrolio, ancor più che il carbone, è al centro di interessi commerciali e politici ed è stato anche più volte responsabile di guerre. Questo perché si tratta di una fonte di energia non rinnovabile, che tutti vorrebbero accaparrarsi ma che per l’ambiente rappresenta invece una serissima minaccia.


Potrebbe interessarti: Fonti non rinnovabili: conosciamole meglio

Metano: il meno inquinante

Il metano è un gas naturale che viene impiegato soprattutto nelle abitazioni private, per riscaldare l’ambiente o per alimentare i fornelli. Pur trattandosi di un combustibile fossile, il metano è decisamente meno inquinante rispetto al carbone e al petrolio quindi sarebbe da preferire. E’ per questo che oggi si spinge molto sull’utilizzo delle auto a metano.

Le emissioni di gas serra sprigionate dalla combustione di questo gas sono il 70% inferiori rispetto a quelle prodotte dal carbone: questo la dice lunga sull’impatto ambientale dei due combustibili fossili.