Come coltivare il Pittosporo: potatura, terreno e cure

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03/05/2021

Il pittosporo (Pittosporum) è una pianta originaria di Giappone, Cina, Nuova Zelanda e Australia. Si presenta come arbusto o piccolo alberello sempreverde, molto diffuso per uso ornamentale grazie alle sue bellissime foglie. I fiori, dall’intenso profumo, compaiono in primavera. Scopriamo insieme come coltivare questa pianta in casa.

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Il pittosporo appartiene al genere Pittosporum e alla famiglia delle Pittosporaceae. Originario dell’Asia (in particolare Giappone e Cina) si è rapidamente diffuso in tutto il mondo per il suo utilizzo per siepi e bordature. Pianta arbustacea molto rustica, è molto apprezzata anche per la coltivazione in casa grazie alle sue bellissime foglie sempreverdi.

Pittosporo: caratteristiche e coltivazione

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Il pittosporo è una pianta arbustacea sempreverde molto utilizzata per siepi e bordature in tutto il mondo. E’ una pianta molto rustica, con la chioma compatta e abbastanza cespugliosa, costituita da tante foglie alterne o riunite in pseudoverticilli. La forma delle foglie è generalmente oblunga e ovata, il colore è verde brillante. I fiori del pittosporo sono bianco crema o color porpora chiaro, o riuniti in corimbi o solitari. Oltre alla coltivazione in siepi, il pittosporo viene spesso utilizzato per coltivazioni in vaso o in grandi contenitori. 


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Clima, terreno e avversità

Il pittosporo predilige climi temperati-caldi ed è una specie che si è ben adattata all’ambiente mediterraneo, gradisce posizioni soleggiate. Il terreno preferito dal pittosporo è argillo-sabbioso leggero, privo di ristagni idrici e ricco di sostanza organica. Sopporta anche molto bene i suoli calcarei. Tra le avversità non c’è nulla da sottolineare, tranne per le specie meno rustiche che possono subire alcuni danni causati dal gelo.

Impianto e cure colturali

L’impianto del pittosporo si effettua all’inizio dell’autunno. In primavera ed estate può essere effettuata una concimazione nel caso in cui lo sviluppo della pianta non risulti ottimale, ma non è necessario. Generalmente resiste bene alla siccità e al vento; richiede innaffiature normali, più frequenti dopo l’impianto o in stagioni particolarmente secche.

Potatura e moltiplicazione

I pittospori possono essere potati a forma; il periodo dipende dalla zona climatica e dalla rusticità della specie. Si consiglia di potare alla fine dell’inverno nelle regioni a clima freddo, per eliminare i rami secchi e regolare la chioma. Dopo la fioritura o comunque durante l’estate si può effettuare la potatura verde nelle zone a clima temperato. In generale risponde molto bene ai tagli emettendo nuovi getti.

La moltiplicazione viene effettuata per seme o per talea prelevata in primavera. In primavera-estate si può procedere alla moltiplicazione anche per margotta o talea semi-legnosa.