Dhaulagiri: la settima montagna più alta del mondo

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Dhaulagiri

Il Dhaulagiri è la settima montagna più alta del mondo: appartiene anche questa alla catena dell’Himalaya e rientra nei famosi Ottomila, ossia tra le 14 cime che superano gli 8.000 metri di altezza. Anche se non è famoso come l’Everest, il K2 e le altre montagne che si trovano da queste parti, il Dhaulagiri ha una particolarità che lo contraddistingue. E’ infatti la più alta montagna situata in un’unica nazione: si trova infatti interamente in Nepal. 

Le ascensioni alla vetta del Dhaulagiri sono iniziate negli anni ’60 e da quel momento sono stati diversi gli alpinisti che hanno deciso di avventurarsi lungo le pareti di questa montagna. Sicuramente impervio da conquistare, il Dhaulagiri non è pericoloso come altre mete dell’Himalaya e fortunatamente sono meno gli avventurieri che sono morti nel tentativo di raggiungere la cima. Questo non significa però che si tratti di un’impresa alla portata di chiunque: anche il Dhaulagiri ha moltissime difficoltà da affrontare e gli imprevisti si devono sempre considerare.

Quanto è alto il Dhaulagiri?

Con i suoi 8.167 metri di altitudine, il Dhaulagiri rientra nei famosi Ottomila e fu scoperto presto, nel 1808. Inizialmente, si pensava che fosse la montagna più alta del mondo e per 30 anni si è accaparrato questo ingiusto primato. Quando però fu scoperto il Kangchenjunga questo monte perse parte della sua fama e con il passare degli anni è diventato una montagna più accessibile per gli alpinisti esperti. Ancora oggi però raggiungere la cima di questa montagna rimane un’impresa riservata a pochi e pericolosa, che non deve mai essere sottovalutata.

Cimenti e la discesa con gli sci del Dhaulagiri

Un’impresa che ha commosso e che in molti hanno seguito con il fiato sospeso è stata quella compiuta da Carlalberto Cimenti insieme a Davide Gerlero e allo svizzero Matthias Koenig. Il loro obiettivo era più che apprezzabile: portare in vetta la fotografia di Luca Borgogni, che ha perso la vita sul Cervino e che aveva un grande progetto. Voleva scalare la settima montagna più alta del mondo e poi scendere con lo snowboard. Luca aveva ricevuto un finanziamento per andare in Nepal e portare a termine il suo sogno, ma non ha avuto il tempo di farlo perchè il Cervino gli ha teso una trappola e gli è costato la vita. Parte di quel finanziamento è stato però girato all’amico Davide Gerlero ed è stato proprio lui ad organizzare tutto.

Gli alpinisti sono partiti il 30 agosto 2017 e in parte sono riusciti a realizzare il loro sogno: la cima è stata raggiunta e con gli sci sono riusciti anche a scendere. Non hanno portato a casa il record perchè non ce l’hanno fatta a completare la discesa completa del Dhaulagiri ma hanno lasciato la fotografia del loro compagno in vetta. Il loro amico ora si trova là, nell’unico posto al mondo dove avrebbe sognato di trovarsi se quell’incidente sul Cervino non fosse mai avvenuto. Un’impresa che mescola passione e affetto, ricordando che il mondo dell’alpinismo non è solo fatto di sport ma nasconde emozioni molto più intense e profonde di una semplice scalata.

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