Divieto di esportazione rifiuti non riciclabili

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08/01/2021

A partire dal 1° gennaio 2021 è ufficialmente vietato esportare rifiuti di plastica non riciclabili nei paesi in via di sviluppo. L’Unione Europea stabilisce delle nuove regole secondo cui soltanto i rifiuti di plastica “puliti”, e quindi riciclabili, potranno essere esportati nei paesi che non fanno parte della OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).


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Stop all’esportazione di rifiuti di plastica non riciclabili

Dal 1° gennaio i paesi occidentali non potranno più sfruttare i paesi in via di sviluppo come discariche per la plastica prodotta. L’Unione Europea stabilisce delle nuove regole per affrontare il commercio globale della plastica, la cui percentuale di riciclo è purtroppo molto bassa. Queste regole riguardano controlli più rigorosi e nuove restrizioni, sia per l’importazione che per l’esportazione.

Rifiuti di plastica: il problema del nostro secolo

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Negli ultimi anni c’è stato un aumento del consumo di plastica davvero notevole; si pensi che il consumo medio di plastica da parte dei cittadini dei paesi dell’Unione Europea raggiunge i 25 milioni di tonnellate l’anno. Più del 75% di questi rifiuti finisce inesorabilmente in mare e negli oceani, provocando gravi danni agli ecosistemi e alla fauna. L’inquinamento da plastica dei mari è senza dubbio una delle emergenze più pressanti dei giorni nostri.

La produzione mondiale di plastica supera i 250 milioni di tonnellate l’anno, e per produrla viene impiegato quasi il 10% del petrolio estratto: ciò rende la plastica un prodotto derivato da fonte non rinnovabile, e di conseguenza non sostenibile. I danni che causa sono gravissimi: essendo leggera, resistente e non degradabile dall’acqua o dai microrganismi, persiste in ambiente compromettendo la salute negli organismi marini con conseguenze gravissime sulla catena alimentare.

Particelle di plastica (le cosiddette microplastiche) sono state rinvenute ovunque: recentemente, uno studio ha riportato la presenza di microplastiche anche nella placenta umana. Si stima che, mediamente, noi esseri umani ingeriamo ogni settimana una quantità di plastica pari al peso di una carta di credito (circa 5 grammi): questa deriva soprattutto dal pesce che consumiamo, che a sua volta ingerisce plastica in mare.

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Il nuovo divieto dell’UE

La nuova normativa per i rifiuti di plastica (Normativa 2020/2174) è perfettamente in linea con il Green Deal Europeo. Questo piano di azione è volto a promuovere l’uso efficiente delle risorse, il ripristino della biodiversità e la riduzione dell’inquinamento. Uno degli obiettivi di questo piano riguarda la riduzione dell’uso di plastica e l’aumento del corretto riciclo.


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Il maggiore controllo dei rifiuti previsto dalla normativa può essere considerato come un primo passo per rivedere puliti i nostri mari. In questo modo, l’Unione Europea riafferma il principio di responsabilità dei paesi che producono la plastica, di fondamentale importanza per una corretta gestione dei rifiuti.