Emissioni di metano: come sono aumentate del tempo e quali sono i rischi per l’ambiente

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21/07/2022

Per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5°C dovremo tagliare le emissioni di metano di un terzo entro il 2030 e circa il 45% entro 2040. Queste rappresentano inoltre un rischio per la salute: solo nel 2019 hanno causato in Europa quasi 3000 morti premature, come spiegato da un nuovo report del WWF. Andiamo a scoprire come è cambiato nel tempo l’inquinamento.

Emissioni, Gas

L’inquinamento ha dei costi sia ambientali che sociali, che tutti noi paghiamo.

Emissioni di metano: come sono cambiate nel tempo

Tempo

In particolare, le emissioni di metano negli ultimi anni sono in forte aumento e causano danni significativi anche alla salute delle persone, come emerge dal nuovo report commissionato al Greenhouse Gas Management Institute (GHGMI) dal WWF.

Il report “Le emissioni di metano in Italia” riflette sull’impatto che questo gas ha sulla natura, sui cambiamenti climatici e anche sull’uomo. Rispetto all’epoca preindustriale, la concentrazione di questo gas nell’atmosfera è cresciuta addirittura del 47%, raggiungendo, secondo il WWF, un picco che non si vedeva da 800.000 anni.

Soprattutto per quanto riguarda l’innalzamento delle temperature, il metano può essere anche più insidioso della CO2.

Emissioni di metano: quali sono i rischi per l’uomo e per l’ambiente

Emissioni

Il WWF in un comunicato stampa fa sapere: “Sebbene il metano sia molto meno abbondante nell’atmosfera rispetto alla CO2, assorbe però la radiazione infrarossa termica in modo molto più efficiente e, di conseguenza, ha un potenziale di riscaldamento globale circa 80 volte più forte per unità di massa della CO2 su una scala temporale di 20 anni e circa 30 volte più potente su una scala temporale di 100 anni”

Questo gas, già presente in natura ma prodotto in abbondanza da attività antropiche come la zootecnia e l’agricoltura (si stima che nel 2050 in Italia il 60% del metano sarà emesso dal settore agricolo) è nocivo anche per la salute delle persone.

Per farci un’idea, nel 2019, solo in Europa sarebbero state 2.864 le morti premature, oltre 15.000 i casi di difficoltà respiratorie, oltre 4.100 i ricoveri ospedalieri e più di 5 milioni i giorni lavorativi perduti a causa di malattie riconducibili alla produzione di energia da gas naturale.

Visto l’impatto del metano come gas serra anche più potente dell’anidride carbonica, oltre 100 Paesi del mondo hanno sottoscritto alla Cop26 di Glasgow, il Global Methane Pledge, che stabilisce, per ciascuno stato aderente, una riduzione delle emissioni, entro il 2030, di almeno il 30% rispetto ai livelli del 2020.

Ridurre i livelli di metano potrebbe infatti migliorare anche rapidamente la situazione del riscaldamento globale.