Erbe spontanee mangerecce: quali raccogliere e quali sono commestibili

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04/05/2021

L’antica pratica di raccogliere le erbe di campo che nascono spontanee e hanno la caratteristica di essere commestibili sta tornando molto in voga. E’ stato anche coniato un nuovo termine per indicare questa pratica, “foraging”. Ecco di seguito come orientarsi e qualche consiglio.

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Con il rinnovato interesse verso uno stile di vita più sano e un’alimentazione più naturale, si è riscoperta l’antica pratica di raccogliere erbe spontanee mangerecce. Queste erbette crescono perlopiù in terreni incolti ricchi di sostanze nutritive, nei prati concimati o ai margini dei sentieri. Alcune specie nascono in primavera, altre ancora si possono raccogliere in autunno.

Raccolta di erbe spontanee commestibili

In generale, si consiglia di raccogliere queste erbette in luoghi lontani dal traffico o da altre palesi fonti di inquinamento (ad esempio industrie, o scarichi). Il momento della giornata migliore per raccogliere le erbe spontanee è la mattina, quando la rugiada se n’è andata e il sole ancora non brucia.


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Per garantire la salvaguardia delle specie, si consiglia di non estirpare tutta la radice, limitandosi a raccogliere le foglie da più piantine della stessa varietà. In questo modo non si affaticano troppo le piantine nella formazione di nuovi germogli. In caso di necessità ci si può aiutare con un coltello ben affilato. E’ inoltre importante raccogliere le foglie prima che la pianta vada a seme, altrimenti si indurisce e le proprietà nutritive e il sapore si alterano.

Quali specie raccogliere

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Prima regola: raccogliete solo le piantine di cui siete sicuri! Non vale la pena rischiare, piuttosto per cominciare si consiglia di raccogliere solo le specie ben conosciute. Tra le più diffuse e apprezzate ci sono l’acetosella (da non confondere con il trifoglio), la cicoria selvatica (dal particolare fiore azzurro), il crescione d’acqua, il finocchietto selvatico, l’ortica, la piantaggine, la primula (di cui si può mangiare anche il fiore), il tarassaco, la silene e lo spinacio selvatico.