Fertilizzanti naturali: le bucce di melone

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25/07/2022

Chi possiede un orto o un giardino sa quanto sia importante concimare. Molti dei rifiuti organici che produciamo in casa possono essere utilizzati come concime naturale, quindi in un’ottica di non spreco e soprattutto risparmiando il denaro che si utilizzerebbe per acquistare un concime industriale. Andiamo a scoprire come utilizzare le bucce di melone.

Melone

Ad esempio si possono usare i gusci delle uova, il caffè ma anche le bucce di frutta, come quelle del melone.

Bucce di melone: possono sostituire i fertilizzanti?

Compost


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Le bucce di frutta, infatti, sono ottimi ingredienti per creare compost e concimi naturali, come le banane che sono ricche di potassio e nutrono la pianta nella fase di ingrossamento dei frutti.

Si possono anche trasformare in concime liquido, frullarle e interrarle. Ancora, le bucce di mele e pere o altri frutti esotici: basterà solo tagliarle in pezzetti piccoli prima di aggiungerle al resto del mucchio.

Molto efficaci per fertilizzare sono le bucce e scorze di melone: basterà raccoglierle in un sacchetto di plastica e frullarle; mettere il compost in una ciotola e concimare le piantine zappando la parte superficiale del terreno, usando una zappa, e spostando il terriccio su un lato.

Fertilizzare in maniera naturale: come si può fare?

Melone

Basterà distribuire il compost intorno alla piantina, mantenendo sempre una distanza con gli steli di circa 2 centimetri, e poi coprire con il terriccio spostato in precedenza. Infine, innaffiare, evitando di esagerare per non creare ristagni.

Nell’orto e nel giardino, invece, si può concimare in questo modo: partire con lo scavare delle piccole buche profonde circa 20 centimetri, versare quindi all’interno il concime naturale creato dalle bucce e poi ricoprire la buca con il terreno che era stato prelevato.

Quindi le bucce della frutta sono molto benefiche da utilizzare come fertilizzante ma è meglio evitare quelle dei frutti secchi o degli agrumi, ad esempio dei limoni, perché gli acidi presenti nella buccia e nella polpa potrebbero rallentare il processo di decomposizione.