Fotovoltaico: come riciclare i pannelli fotovoltaici?

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31/08/2022

Si stima che nel 2050 i pannelli fotovoltaici che termineranno la loro vita utile saranno circa 78 milioni in tutto il mondo. Il quesito che viene da porsi è il seguente: è possibile riciclare i pannelli fotovoltaici? E se sì, fino a che punto?

Pannelli, Solari

I pannelli fotovoltaici rappresentano un’ottima tipologia di impianti rinnovabili che consentono di realizzare la tanto ambita transizione verso un’economia meno dipendente dalle fonti fossili.

Tuttavia, il quesito che spesso si pone circa i panelli fotovoltaici è se questi siano riciclabili e se sì, fino a che punto. Infatti, il riciclo di questi dispositivi rappresenta un bel problema: si stima che nel 2050 si raggiungerà una quota pari a 78 milioni di tonnellate dei pannelli arrivati alla fine della loro vita utile.

I pannelli fotovoltaici si possono riciclare?

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Le migliori tecnologie oggi sul mercato permettono di recuperare un pannello fotovoltaico al 98% del suo peso. Nello specifico, da un modulo di 21 kg si possono ottenere in media:

  • 15 kg di vetro (che rappresenta il 70% circa del peso complessivo di ogni unità);
  • 2,8 kg di materiale plastico;
  • 2 kg di alluminio;
  • 1 kg di polvere di silicio;
  • 0,14 kg di rame.

Secondo IEA-PVPS e IRENA, l’agenzia internazionale per le energie rinnovabili, i benefici che deriverebbero dal riciclo fotovoltaico potrebbero superare i 15 miliardi di dollari entro il 2050, se completamente re-iniettato nel circolo economico.

La normativa europea e italiana

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L’Unione Europea, tramite la Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, ha affidato al produttore stesso la responsabilità dei suoi pannelli nelle fasi di fine vita, inserendo nel prezzo iniziale del bene i costi per il trattamento dei rifiuti.

Successivamente, la Direttiva 2012/19/UE ha introdotto la prima disciplina su smaltimento e riciclo, e l’Italia ha recepito l’ultimo provvedimento europeo tramite il Decreto Legislativo 49/2014, tramite cui è stata introdotta la distinzione tra moduli “storici” e “nuovi” e tra “provenienza domestica” e “provenienza professionale”.

Il decreto italiano stabilisce anche che i produttori di pannelli fotovoltaici possano far fronte ai propri obblighi sia individualmente che collettivamente tramite un Consorzio, senza fine di lucro, riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente. Entrambi i sistemi, però, devono dimostrare di essere in possesso delle certificazioni ISO 9011:2008 e 14000, OHASAS 18001 o di un altro sistema equivalente.