Fotovoltaico: le detrazioni e gli aiuti regionali

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13/10/2022

Il fotovoltaico rappresenta ormai una delle fonti di energia rinnovabile più adatta per il raggiungimento della transizione ecologica. Andiamo a scoprire quali sono le ultime detrazioni aggiornate per la Regione Friuli Venezia Giulia.

Soldi
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Stanno crescendo le vendite per gli accumulatori elettrici che se abbinati con impianti fotovoltaici potrebbero rappresentare una buonissima soluzione per il fabbisogno energetico delle famiglie italiane.

Fotovoltaico: le detrazioni in Friuli Venezia Giulia

Fotovoltaico
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Il 50% del costo del pannello fotovoltaico lo mette lo Stato, sotto forma di detrazione fiscale oppure di cessione del credito. Il resto punta a mettercelo la Regione Friuli Venezia Giulia, con un annunciato stanziamento da 100 milioni. Questo non considerando gli interventi legati al 110%.

Andrà fatta una legge, ma verosimilmente il meccanismo potrebbe funzionare con una domanda online e la successiva erogazione del contributo.

Dal 2020 al 2021, gli impianti fotovoltaici sul territorio regionale sono passati da 37mila a quasi 40mila. Un incremento del numero di pannelli installati del 6.8%,inferiore tuttavia a quello medio nazionale. Anche se gli installatori indicano che nel 2022 le richieste sono raddoppiate.

Quali sono le difficoltà per l’installazione degli impianti fotovoltaici

Burocrazia
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Graziano Tilatti, presidente del Confartigianato del Friulia Venezia Giulia commenta:

“Tra le detrazioni e questo aiuto, che bene ha fatto la Regione a mettere in campo, in questo momento la copertura dell’investimento è pari dall’85% al 90%. Per cui ha un doppio effetto: risparmiare, ridando potere d’acquisto alle famiglie, e rimettere in moto l’economia circolare, che poi ha un ritorno nelle casse della regione”

La vera difficoltà è legata ai tempi: ispezione, preventivo, un paio di mesi per avere i materiali, pochi giorni per l’installazione, un minimo di altri due mesi per la burocrazia legata all’allacciamento in rete.

L’aumento dei vantaggi fiscali, indicano gli addetti ai lavori, favorirà ancor di più una tendenza diffusa negli ultimi tempi. Quella di installare gli accumulatori termici, per l’acqua calda, ma soprattutto gli accumulatori elettrici, onde evitare, alla sera, calato il sole, di dover comunque prelevare energia dalla rete.

Lucio Copetti, vice capo categoria impiantisti Confartigianato, si esprime così:

“E stata capita quella che è la filosofia che tende a fare aumentare l’autoconsumo, vuol dire produrre durante il giorno, immagazzinare nell’accumulatore, e durante la sera utilizzare l’energia accumulata”.