Gli elettrodomestici che consumano più energia: come ottimizzare i consumi

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Quali sono gli elettrodomestici che, con il loro consumo, incidono maggiormente sulla bolletta della luce? Nelle famiglie più attente al risparmio, si è stati educati a spegnere le luci quando si esce da una stanza. È senza dubbio una buona prassi, non solo per stimolare l’attenzione al consumo, ma anche per insegnare il rispetto delle risorse a nostra disposizione. Tuttavia, oggi più che mai, la luce accesa dà un contributo irrisorio al valore della bolletta annua di una famiglia tipica. I veri vampiri d’energia sono, com’è facile intuire, i grandi e piccoli elettrodomestici che utilizziamo quotidianamente e che contribuiscono al nostro comfort domestico.

I 5 elettrodomestici che consumano più energia

Andiamo a vendere, dunque, quali sono gli elettrodomestici che pesano di più sul bilancio energetico di una famiglia media italiana. In questa top 5 scopriamo i dispositivi sotto accusa per l’assorbimento energetico e il loro costo orientativo in bolletta per un’ora di utilizzo (ai prezzi al kWh attualmente in vigore sul mercato tutelato, oneri e tasse incluse).

  1. Lavatrice – 0,54729 €/ora
  2. Lavastoviglie – 0,44594 €/ora
  3. Forno elettrico – 0,44594 €/ora
  4. Ferro da stiro – 0,4054 €/ora
  5. Stufa elettrica – 0,4054 €/ora

Nonostante non compaia nella classifica degli elettrodomestici a maggior assorbimento di energia, il condizionatore è uno di quei lussi che può far sballare il bilancio familiare. Soprattutto nel caso in cui la casa sia frequentata anche durante gli orari d’ufficio (nel caso di pensionati, studenti, home worker).Il caldo umido intenso di questi giorni invita a schiacciare il pulsante d’accensione del condizionamento, per avere un po’ di sollievo termico. Attenzione, però: l’uso sconsiderato di questo elettrodomestico può arrivare a costare oltre gli 80 euro l’anno di energia elettrica.

Consigli per ottimizzare i consumi (e risparmiare in bolletta)

I ritmi della vita moderna ci impongono l’utilizzo di ausili per i lavori domestici. Oggi, nessuno rinuncerebbe alla lavabiancheria; pochi resistono al guadagno di tempo derivante dal ricorso alla lavastoviglie. La soluzione per risparmiare in bolletta non è certamente quella di rinunciare agli elettrodomestici ma, senza dubbio, con alcune accortezze, è possibile ridurne il peso nella componente a consumo della bolletta della luce (che pesa per oltre il 40% sul valore finale della spesa mensile per l’energia di una famiglia tipo).

Considera un investimento per il risparmio (e per l’ambiente)

Per chi ha in casa elettrodomestici datati, la scelta di passare a modelli più moderni ed efficienti si farà subito notare in bolletta. Soprattutto se parliamo di prodotti come lavatrice, frigorifero o condizionatore d’aria, che presuppongono tempi d’utilizzo lunghi.

A giovarne non sarà solo il conto energetico di casa, ma anche l’ambiente, riducendo la nostra “carbon footprint”.

C’è da annoverare anche un vantaggio in più: il bonus fiscale. Con l’acquisto di elettrodomestici efficienti contestuale a opere di ristrutturazione edile, si avrà accesso a interessanti detrazioni Irpef (per saperne di più: Detrazioni fiscali per l’efficienza energetica di ENEA).

Risparmia sul consumo degli elettrodomestici: attenzione alle temperature

Per ciò che riguarda lavatrici, lavastoviglie, asciugacapelli, forno, stufetta elettrica e gli altri elettrodomestici che presuppongono l’impiego di resistenze per il riscaldamento dell’acqua o dell’aria, c’è da fare attenzione alle temperature. Qualche grado in meno può fare la differenza. Inoltre, come avviene per la lavabiancheria, temperature troppo elevate portano al deterioramento dei capi lavati, senza migliorarne l’igiene. Per non parlare di apparecchi come phon e piastre che, se utilizzati troppo caldi, rovinano i nostri capelli.

Ottimizza i consumi degli elettrodomestici: sfrutta le fasce orarie

Un’ottima strategia per evitare spese inutili è quella di sfruttare le fasce orarie di consumo. Sebbene siano sempre meno richieste, le forniture biorarie (o, più in generale, multiorarie) offrono la possibilità di sfruttare i momenti in cui l’energia elettrica è più economica, per avviare cicli di lavatrici o lavapiatti e condizionatori.

Ecco come si suddividono le fasce orarie low cost per il consumo di energia:

  • F3 (ore fuori punta) – dal lunedì al sabato dalle h 23.00 alle h 7.00, la domenica e i festivi tutto il giorno;
  • F2 (fascia oraria intermedia) – dal lunedì al venerdì dalle h 7.00 alle h 8.00 e dalle 19.00 alle 23.00, il sabato dalle h 7.00 alle h 23.00.

Per chi ha una tariffa monoraria, non sarà possibile utilizzare questo stratagemma per togliere qualche euro in bolletta a fine mese.

Scegli la tariffa kWh più economica del mercato

Per massimizzare l’effetto risparmio degli accorgimenti di cui sopra, non c’è niente di meglio che agire alla fonte. Per risparmiare in bolletta bisogna trovare una fornitura luce più conveniente e ricordare che, sul mercato libero della luce (che diverrà l’unico regime disponibile a partire da luglio 2020) la strategia migliore è cambiare fornitore spesso. Per farlo si hanno a disposizione diversi strumenti:

  • Comparatori online: si tratta di siti internet che forniscono gratuitamente il servizio di confronto delle tariffe disponibili sul mercato libero dell’energia. Per capire di cosa stiamo parlando, date un’occhiata alle offerte sull’energia elettrica selezionate da comparasemplice.it.
  • Portale offerte di ARERA: anche l’Autorità per l’energia e il gas ha messo a disposizione un comparatore online di offerte, si chiama IlPortaleOfferte.it.

Sebbene possa spaventare molti, il cambio di fornitore per l’energia elettrica è un passaggio privo d’intoppi e semplice da effettuare. Durante la procedura, il cliente non subisce interruzioni di servizio e si accorgerà di aver cambiato operatore solo quando cambierà l’intestazione della bolletta della luce.



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