Il caro prezzi per le materie prime solari: sarà in grado di rallentare il REPowerEu?

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04/06/2022

Il REPowerEU, presentato a Maggio dalla Commissione europea ha dei grandi obbiettivi, in quanto si impegna ad alzare entro il 2030 tutti i principali impegni sulla transizione energetica andando a fissare nuovi target di efficienza Andiamo a scoprire perchè potrebbero esserci dei rallentamenti dovuti all’innalzamento dei prezzi delle materie prime.

Aumento, Prezzi

Secondo alcuni specialisti di Wood Mackenzie, ci sarà un aumento dei costi di argento, alluminio e polisilicio, 3 dei principali materiali utilizzati negli impianti fotovoltaici. Questa situazione potrebbe rappresentare un ostacolo per il raggiungimento dell’obbiettivo comunitario previsto per il 2030 che consiste nella realizzazione di impianti fotovoltaici per un totale di 420 gigawatt in termini di energia.

Il caro prezzi per le materie prime solari: cosa è successo?

Silicio

Il REPowerUE è stato pensato per accellerare la decarbonizzazione e la sicurezza energetica del Blocco europeo. Il problema riguarda il fatto che tale piano è stato presentato in un momento delicato, come quello odierno accompagnato dalla guerra in Ucraina, in cui i prezzi delle materie prima appaiono rialzati di molto. E’ necessario chiedersi quale sarà l’impatto che questo caro avrà sulla transizione verde dell’Europa. Secondo Wood Mackenzie, azienda di Verisk, c’è da stare in guardia, soprattutto nel mercato fotovoltaico.

La società spiega: “L’iniziativa REPowerEU ha il potenziale per aggiungere almeno 420 gigawatt solari entro il 2030. Tuttavia, l’aumento dei costi delle materie prime solari potrebbe diventare un ostacolo per raggiungere questo obiettivo”.

Durante gli ultimi mesi, il settore del fotovoltaico ha assistito a continui aumenti di prezzo. Ad esempio il polisilicio ha visto il suo costo triplicare negli ultimi 18 mesi, e il vetro antiriflesso è sotto pressione a causa dei rincari del mercato del gas naturale. Sono da considerare anche gli aumenti del 30% di alluminio, rame e acciaio.

Il caro prezzi per le materie prime solari: esiste una soluzione?

Fotovoltaico

Theo Theodorou, analista senior di Wood Mackenzie comunica: “La spinta globale a eliminare gradualmente i combustibili fossili e passare a fonti di energia più pulite ha guidato l’innovazione e le politiche che hanno portato a un’enorme riduzione dei costi nel settore del solare fotovoltaico negli ultimi due decenni. Tuttavia, l’anno scorso, una tempesta perfetta di interruzioni dovute al covid, una rapida ripresa della domanda dagli impianti fotovoltaici, tariffe di trasporto in rapido aumento e prezzi elevati delle materie prime solari hanno fatto crescere i costi dei moduli di oltre il 20%. I prezzi globali delle materie prime chiave come il polisilicio, l’argento, l’alluminio, il rame e l’acciaio hanno tutti raggiunto i massimi pluriennali”.

La soluzione per raggiungere gli obbiettivi previsti dal REPowerEu potrebbe essere di creare una catena di approvvigionamento solare locale in modo da poter espandere rapidamente le capacità industriali attuali. Secondo gli analisti sarà necessario per l’Europa aumentare di 3 volte la produzione di polisilicio,20 volte quella dei wafer, 42 volte quella delle celle e di 6 volte quella dei moduli.