Elettrosmog: l’impatto dell’inquinamento elettromagnetico sulla salute e sull’ambiente

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Inquinamento-elettromagnetico

L’inquinamento elettromagnetico, definito con il termine “elettrosmog” inizia a far preoccupare: nonostante non ci siano ancora basi scientifiche che ne dimostrano la pericolosità, si tratta di un problema sempre più diffuso, che deve essere preso in esame. 

L’inquinamento elettromagnetico è un problema relativamente recente: per questo motivo la comunità scientifica non è stata ancora in grado di analizzarlo in modo rigoroso. Bisogna riconoscere che i test che sono stati condotti fino ad oggi lasciano numerosi interrogativi aperti, ma non destano ancora preoccupazioni gravi. Ma cosa si intende con inquinamento elettromagnetico e quali sono le fonti da cui proviene questa nuova forma di “smog”? 

Inquinamento Elettromagnetico: cosa è?

Inquinamento-elettromagneticoL’inquinamento elettromagnetico, definito elettrosmog, non è altro che l’inquinamento determinato dalle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti ossia rientranti nell’intervallo di frequenze che va da 0 Hz alle frequenze della radiazione visibile (ad esempio il laser). Si tratta di una tipologia di inquinamento che potrebbe avere degli effetti dannosi sulla salute umana, oltre che creare un impatto ambientale non indifferente, dovuto alla presenza di antenne di grandissime dimensioni ormai praticamente ovunque.

Il problema maggiore dell’inquinamento elettromagnetico è che rimane “nascosto” e non lo si può vedere come avviene invece nel caso dello smog. Per questo motivo desta preoccupazioni: ci sono milioni di onde che attraversano il nostro cervello ogni giorno e questo lascia un po’ di perplessità: siamo davvero sicuri che queste non abbiano alcun tipo di effetto sulla salute umana? La questione è purtroppo ancora oggi controversa: le evidenze scientifiche non esistono ma non esiste nemmeno una prova certa ed inconfutabile che queste onde non siano pericolose per il nostro cervello.

Le fonti dell’inquinamento elettromagnetico

Purtroppo, come abbiamo appena accennato, al giorno d’oggi noi siamo praticamente circondati e attraversati in continuazione da onde elettromagnetiche, comprese quelle non ionizzanti. Ma da dove proviene di preciso questa forma di inquinamento e come possiamo evitare che abbia impatti (nocivi o no) sul nostro organismo?

Le fonti di inquinamento elettromagnetico sono ormai moltissime e diventa praticamente impossibile non rimanerne coinvolti, anche involontariamente. In particolare, le radiazioni di questo tipo sono prodotte da:

  • Radar;
  • Forni a microonde;
  • emittenti radiofoniche;
  • emittenti televisive;
  • telefoni cellulari;
  • sistemi wireless;
  • elettrodotti.

Come si può capire leggendo l’elenco delle fonti di inquinamento elettromagnetico, al giorno d’oggi è praticamente impossibile riuscire ad evitare questo tipo di smog. Si possono tuttavia mettere in atto alcune accortezze per evitare gli eventuali effetti negativi di queste onde.

Inquinamento Elettromagnetico da cellulare: come ridurlo

L’inquinamento elettromagnetico a cui siamo più esposti al giorno d’oggi è quello prodotto dai telefoni cellulari. Visto che non ci sono evidenze scientifiche che smentiscano i rischi per la salute legati all’elettrosmog, conviene tutelarsi come si può, mettendo in atto alcune accortezze per ridurre al minimo l’impatto che il telefono potrebbe avere sulla nostra salute. Ecco alcuni consigli per un uso consapevole e meno pericoloso del cellulare: 

  • Spegnerlo sempre quando si va a letto;
  • Evitare chiamate troppo lunghe o indossare l’auricolare;
  • Evitare di tenere l’apparecchio a contatto con il corpo per molto tempo (es. in tasca);
  • Spegnere l’apparecchio ogni volta che non serve.

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