Lavanda: dal profumo balsamico ed inebriante, come coltivarla?

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La lavanda è una pianta che conosciamo tutti per il suo eccellente profumo, per la bellezza dei suoi fiori e per le sue proprietà come erba d’erboristeria. Ma come si coltiva la lavanda?

Che pianta è

Il termine lavanda, sembra derivare dal mondo latino, quando i suoi fiori si utilizzavano nell’acqua dei bagni, per profumarla. Fino a qualche decennio fa la si coltivava per raccoglierne i fiori e per la produzione di essenze, profumi e saponi. Negli ultimi anni invece la lavanda ha riguadagnato la sua posizione come pianta ornamentale da giardino. É infatti apprezzata perché facilmente adattabile anche a terreni aridi e poveri.

La lavanda è una pianta erbacea perenne, della famiglia dei sempreverdi, originaria del bacino del Mediterraneo. Questa pianta ha le foglie argentee, profumate, allungate e strette. In estate essa produce tanti piccoli fiori viola, raggruppati in spighe. La maggioranza delle varietà di lavanda, sono resistenti al freddo e si utilizzano di solito per adornare e profumare il giardino. Qui formano siepi o larghi cuscini, o si può tenere in vaso. Le tipologie di lavanda più comuni sono il tipo angustifolia (la cosiddetta lavanda inglese), la dentata, la lanata.

Esposizione

La lavanda è una pianta di tipo rustico, cioè resiste al caldo, anche ad estati torride, ma anche al freddo, anche se rigido. Se il clima va sotto lo zero e le gelate sono intense si consiglia comunque sempre di riparare la pianta, alla base in particolare, con un tessuto non tessuto. Questa pianta gradisce in particolar modo una posizione ben soleggiata e ventilata. Essendo una pianta mediterranea, essa resiste agli ambienti asciutti, con temperature alte.

Annaffiatura e Terreno

La lavanda non richiede grandi cure, non bisogna annaffiarla troppo spesso. É bene che il terreno piuttosto si asciughi quindi: meglio rimanga qualche giorno senz’acqua piuttosto che ne abbia abbondante. Non ha bisogno di fertilizzanti, ma per avere una fioritura abbondante, si consiglia di fornire lei un po’ di concime verso aprile.

La lavanda si adatta a diversi tipi di terreno, la cosa importante è che esso sia ben drenato, magari calcareo. La cosa ideale sono i terreni argillosi alcalini, anche se non sono particolarmente fertili non importa.

Moltiplicazione della lavanda

La lavanda si moltiplica per talee. Esse devono essere di circa 10 centimetri e si devono far radicare in un miscuglio di sabbia e torba in una quantità di 50 e 50. La messa a dimora deve essere fatta dopo un anno. Alla fine dell’estate, conclusosi il periodo di fioritura, è possibile prelevare dai singoli rametti le talee prelevandole con un coltello ben affilato, in modo da non sfaccettare i tessuti. La talea prelevata deve essere poi immersa in polvere rizogena, in modo da favorire la radicazione. Le talee dovranno poi essere risistemate in una composta di torba mescolata a sabbia grossolana. Ogni talea deve avere un buco. Compattare bene il terriccio e dare un po’ d’acqua. La pianta va piantata in terra in autunno o in primavera.

Malattie e parassiti frequenti

Se il terreno è troppo umido, si corre il rischio di far marcire le radici, quindi è bene prestare attenzione. In alcuni casi questa pianta può essere attaccata da insetti o da funghi. Il nemico principale della lavanda è il Septoria, un fungo temuto e dannoso perché attacca le foglie dalla base, spostandosi verso le punte. Questo fungo si presenta con macchie chiare sulle foglie e può essere eliminato staccando le foglie contagiate alla base. Bisogna poi provvedere a limitare lo stato d’umidità della pianta. Se facendo questo non si risolve il problema, fare un trattamento con funghicidi.

Potatura della lavanda

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