Le 3 leggi di Mendel e l’ereditarietà dei caratteri

0
1015
Leggi-di-mendel

La genetica è ormai una scienza a tutti gli effetti: oggi tutti noi sappiamo che le caratteristiche ereditarie di ogni individuo sono determinate dai geni, che si trovano nei cromosomi, i quali a loro volta sono dei segmenti di DNA. Se però oggi noi sappiamo tutte queste cose è grazie a Gregor Johann Mendelche nella seconda metà del 1800 ha elaborato le 3 leggi fondamentali della genetica individuando ciò che regola l’ereditarietà dei caratteri nelle nuove generazioni di individui. Le leggi di Mendel possono essere applicate sia agli organismi vegetali che animali, compreso l’uomo, e rappresentano una svolta epocale nella comprensione di un fenomeno importantissimo, alla base della vita.

Il metodo di studio di Mendel

Leggi-di-mendelMendel riuscì ad arrivare alle sue conclusioni e formulare le 3 leggi in seguito a numerosi studi di tipo empirico basati su delle varietà differenti di pisello. Lo studioso identificò 7 varietà che risultavano diverse l’una dall’altra per via di caratteri visibili ad occhio nudo (forma e colore del seme, forma e colore del bacello, caratteristiche e colore dei fiori, lunghezza dei fusti). Il suo metodo si basò sull’impollinazione artificiale, grazie alla quale Mendel ebbe la possibilità di incrociare le diverse specie e studiarne i risultati. Si accorse che alcuni caratteri erano dominanti rispetto ad altri, che invece tendevano a scomparire nelle generazioni successive. 

Naturalmente, Mendel dovette incrociare più e più volte le diverse specie prima di raggiungere risultati certi e poter formulare le 3 leggi, consapevole del fatto che le leggi della probabilità si manifestano sui grandi numeri. Quando però terminò il suo lavoro, le 3 leggi di Mendel furono formulate in modo compiuto e ancora oggi possiamo basarci su questi fondamentali studi di genetica. 

La prima delle Leggi di Mendel

La prima delle leggi di Mendel è chiamata anche Legge della Dominanza e recita quanto segue:

Dall’incrocio di due linee pure che differiscono per un solo carattere, si ottiene una prima generazione in cui gli individui manifestano uno solo dei due fenotipi parentali (il carattere dominante). L’altro carattere, invece, definito recessivo, ricompare nella seconda generazione.

La seconda delle Leggi di Mendel

La seconda delle leggi di Mendel, chiamata anche Legge della Segregazione, parte dall’assunto che ogni carattere è determinato da un fattore (gene) di cui esistono due forme diverse (alleli) e recita quanto segue:

Ogni individuo porta con sè, per ciascun gene, due alleli differenti. Al momento della riproduzione, gli alleli di uno stesso gene si separano nella formazione dei gametiQuesto determina il genotipo, che può essere eterozigote oppure omozigote.

La terza delle Leggi di Mendel

La terza delle di Mendel è chiamata anche Legge dell’Assortimento Indipendente e recita quanto segue:

Durante la formazione dei gameti, geni diversi si distribuiscono indipendentemente l’uno dall’altro. Nelle generazioni future, quindi, i fattori ereditari possono comparire in modo indipendente, combinandosi diversamente da quanto previsto.

Caratteri dominanti e recessivi nell’uomo

Come affermato dalla prima delle di Mendel, i caratteri dominanti prevalgono sui recessivi e questo avviene non solo nelle piante di pisello ma anche nel genere umano. I caratteri recessivi (come ad esempio gli occhi azzurri) si manifestano nel figlio solo nel caso riceva lo stesso fattore da entrambi i genitori. In caso contrario, sarà sempre quello dominante a presentarsi nella prima generazione.

LEAVE A REPLY