Lo sciacallo dorato anche in Italia: caratteristiche e habitat

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17/02/2021

Nell’ultimo anno ci sono stati sempre più avvistamenti di esemplari di sciacallo dorato nel nostro Paese. Diffuso in un’area molto vasta che va dall’Europa meridionale fino al sud est asiatico, ora questo canide lupino è ufficialmente parte della fauna selvatica italiana.

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Lo sciacallo dorato (Canis aureus) è un canide lupino di medie dimensioni, elevata versatilità e adattabilità. Infatti può sfruttare diverse fonti di cibo, essendo di fatto un onnivoro, dai frutti, agli insetti fino ai piccoli ungulati. E’ una specie socialmente flessibile che può vivere da solo o in famiglie costituite da coppie con i loro cuccioli.

Sciacallo dorato: descrizione e habitat

Lo sciacallo dorato è molto simile a un lupo grigio, ma di fatto è più snello, ha il muso più stretto e la coda più corta. Il mantello invernale dello sciacallo dorato è caratterizzato da sfumature rossicce, che lo rendono ancora più diverso dal lupo. E’ classificato come specie a rischio minimo dalla IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) dal momento che può sfruttare molte fonti di cibo diverse e e ripari in abbondanza.


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E’ un animale diurno soltanto nelle zone dove l’uomo è poco diffuso, altrimenti in genere si inizia a muovere circa mezz’ora dopo il tramonto. Si nutre di carcasse, eventuali animali investiti, rifiuti agronomici, frutta raccolta dai frutteti, mangimi, mais, e animali di piccola taglia, nonostante come predatore sia poco efficiente.

L’arrivo in Italia dello sciacallo dorato

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Da una trentina di anni circa si è diffuso nel Carso e nel Friuli orientale, dove la sua presenza ormai è diventata stabile. Negli ultimi anni è stato avvistato sulle Alpi del Veneto, nelle Valli Bergamasche fino alle Valli del Po. Questa colonizzazione spontanea è indice di un ambiente in miglioramento. In Italia questa specie è protetta, e secondo il WWF la sua espansione nel nostro paese in termini numerici è sottovalutata.