L’Unione Europea boccia l’Italia su rifiuti e smog: verso le sanzioni

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11/09/2022

La revisione periodica della Commissione europea dell’applicazione delle norme dell’Unione Europea sull’ambiente negli Stati Membri ha bocciato ancora una volta l’Italia in materia di rifiuti e gas. Presto i richiami dell’UE potrebbero trasformarsi in sanzioni pecuniarie.

Unione, Europea

La Commissione europea ha bocciato di nuovo l’Italia su gestione dei rifiuti, qualità dell’aria e designazione delle zone protette Natura 2000. Questo è quanto emerge dalla revisione periodica dell’applicazione delle norme dell’Unione Europea sull’ambiente negli Stati Membri.

Sono già 18 le procedure di infrazione che la Commissione ha aperto nei confronti dell’Italia in questi anni e la metà di queste potrebbero trasformarsi presto in sanzioni pecuniarie perché sono già in una fase avanzata dell’iter che può portare alla Corte di Giustizia Europea. Non si tratterebbe della prima volta; infatti dal 2015, il nostro Paese è stato multato per più di 620 milioni di euro.

UE bacchetta e ammoniste l’Italia su rifiuti e smog

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È da diverso tempo che la Commissione europea ha invitato l’Italia ad adeguarsi alle norme europee in materia ambientale, nello specifico:

  • in materia di gestione dei rifiuti urbani, soprattutto al Sud;
  • nel trattamento delle acque reflue;
  • nella riduzione di particolato (PM10 e PM2,5) e di biossido di azoto;
  • nel completamento dell’individuazione dei siti marini di conservazione speciale, nell’ambito del programma Natura 2000, con la designazione di obiettivi specifici di conservazione per ogni sito;
  • nel migliorare l’efficienza con cui vengono impiegate le risorse destinate alla protezione ambientale.

Nonostante nel corso degli anni, l’Italia abbia migliorato alcuni aspetti nei diversi ambiti precedentemente elencati, ancora una volta l’Unione Europea ha bocciato il nostro Paese su rifiuti e gas. Si spera che i fondi del PNRR possano aiutare a superare le carenze italiane.

La Commissione ha, inoltre, segnalato che il nostro Paese è ancora indietro nella designazione delle aree marine protette per la rete Natura 2000 e ha invitato l’Italia a pianificare un piano di investimenti strategici ad hoc. Risultano, inoltre, ancora troppo limitati i progressi effettuati in materia di qualità dell’aria e la riduzione delle emissioni, sottolineando gli sforamenti dei valori limite di PM10 e NO2.

Male anche per quanto riguarda la gestione delle acque reflue urbane, per le quali servono maggiori investimenti per risanare molti punti critici, soprattutto al nord Italia, e per intervenire per un miglioramento delle acque potabili nel Lazio.