Mazza di tamburo: tutto quello che conviene sapere su questo fungo

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20/08/2020

Mazza di tamburo: tutto quello che conviene sapere su questo fungo

La mazza di tamburo è uno dei funghi più raccolti in Italia, perchè diffuso praticamente in tutte le regioni e decisamente semplice da trovare rispetto ai funghi porcini o ad altre varietà che richiedono esperienza e tenacia. Bisogna però prestare anche molta attenzione, perchè così come avviene per altri funghi anche la mazza di tamburo ha un “sosia” altamente pericoloso perchè velenoso.


E’ dunque importante imparare a riconoscere questo fungo in modo da evitare rischi, così come può rivelarsi utile sapere quale sia il periodo di crescita della specie. Oggi vi diamo alcune informazioni che sicuramente vi torneranno utili sulla mazza di tamburo e vi permetteranno di raccoglierla senza il timore di confondervi con altre varietà pericolose.

Mazza di tamburo: aspetto e caratteristiche

La mazza tamburo (nome scientifico Macrolepiota procera) è un fungo commestibile che in Italia cresce spontaneo in molte regioni ed è piuttosto diffuso, oltre che appariscente e dunque semplice da trovare. La si può riconoscere facilmente, ma è sempre bene osservarla con attenzione perchè come abbiamo accennato esiste una specie simile per certi aspetti, che potrebbe essere confusa con la mazza di tamburo nonostante abbia dei tratti differenti.

Il cappello della macrolepiota procera ha una forma sferica inizialmente e tende ad aprirsi mano a mano che il fungo giunge a maturazione. La superficie è ricoperta di scaglie di colore più scuro che diventano sempre più rade andando verso il margine esterno. Il colore del cappello va dal grigio al bruno-biancastro e le sue dimensioni sono generalmente comprese tra i 10 ed i 25 cm di diametro.

La mazza di tamburo presenta, sotto al cappello, delle lamelle fitte ed irregolari di colore bianco che tendono a scurirsi con la maturazione. Il gambo è lungo e piuttosto sottile in proporzione, sempre caratterizzato dalla presenza di un anello doppio.

Lepiota Cristata: la falsa mazza tamburo velenosa

La macrolepiota procera può essere confusa con un’altra specie, la Lepiota cristata che è un fungo velenoso molto pericoloso. La forma è infatti molto simile, ma sono anche diversi i tratti che non condividono le due specie e che quindi permettono di distinguerle ad un’attenta osservazione.

La lepiota cristata ha dimensioni notevolmente più ridotte rispetto a quella vera e l’anello che circonda il gambo non è scorrevole come nella macrolepiota procera. In tutti i casi, per evitare rischi conviene raccogliere solo le mazze di tamburo di grandi dimensioni.

Attenzione, però: la mazza tamburo vera è tossica se consumata da cruda, quindi deve sempre essere cotta.

Periodo di crescita e habitat

La mazza di tamburo cresce spontanea in tutta la stagione estiva ma anche all’inizio dell’autunno e predigile boschi di latifoglie e conifere. E’ diffusa in tutta Europa e in tutta Italia dunque non è una specie difficile da trovare e raccogliere.

Come mangiare la macrolepiota procera

Come abbiamo detto, la mazza di tamburo è tossica se consumata cruda quindi deve sempre essere cotta. Le ricette abbondano, ma la più popolare è quella che prevede di impanare il fungo (solo il cappello) come se fosse una cotoletta e friggerlo per pochi minuti.