I monsoni e le variazioni del clima

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I monsoni sono venti a carattere stagionale che soffiano in prevalenza nelle zone tropicali, con un’intensità tale da influenzare notevolmente il clima e la temperatura locali. Durante l’estate, i monsoni provocano un clima umido e tropicale, con piogge intense e prolungate mentre, nella stagione invernale, mantengono un tempo asciutto e soleggiato. A provocare questi venti è la differenza di temperature tra le massa d’aria di origine continentale e quelle di origine oceanica: un fenomeno di particolare rilievo in tutto il sud est dell’Asia, dal Banghadesh all’India e, sia pure con minore intensità, nel nord dell’Australia e in alcune zone dell’Africa e dell’America Latina.

Nelle regioni indiane, verso l’inizio dell’inverno, la temperatura dell’oceano mantiene il calore più a lungo, mentre quella della terra si raffredda con maggiore rapidità: l’aria calda oceanica sale verso l’alto, scontrandosi con le correnti fredde, e provocando un clima secco e soleggiato. Avvicinandosi all’estate, il movimento delle correnti si inverte, e la massa d’aria continentale raggiunge rapidamente temperature più alte muovendosi verso l’alto, per poi scontrarsi con le correnti fredde d’alta quota e condensarsi, con il risultato dei lunghi periodi di pioggia stagionale.

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Il clima monsonico e la stagione delle piogge

Il clima monsonico è caratterizzato da una temperatura e da una situazione tipicamente tropicali, influenzate dai monsoni, un tipo di vento stagionale caratteristico dell’Oceano Indiano, che si verifica due volte l’anno. I monsoni soffiano all’inizio dell’inverno e per tutta l’estate, provocando una temperatura che non scende mai sotto i 18 / 20 gradi, scarse escursioni termiche durante l’anno e durante il giorno, e una forte umidità estiva, con piogge violente e persistenti.

I monsoni estivi soffiano da giugno fino ad autunno inoltrato e, arrivando dall’Oceano Indiano, si scontrano con le correnti fredde di origine himalayana, inondando di pioggia tutta la pianura del Gange, la regione dell’Assam e il golfo del Bengala. L’India costituisce il luogo più soggetto alle influenze del clima monsonico, tuttavia un fenomeno simile, con piogge e venti stagionali, si verifica anche nelle aree centrali dell’Africa e in alcune regioni dell’Australia e del Sudamerica, con il conseguente sviluppo di una vegetazione tipica delle aree tropicali.

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Cosa sono i monsoni e dove si verificano

E’ facile capire cosa sono i monsoni e come si verifichino, pensando alla struttura geofisica dell’India, affacciata verso un oceano dalle acque piuttosto calde, soprattutto nei mesi estivi, ma caratterizzata da regioni dall’altezza considerevole, come la catena montuosa dell’Himalaya. Le correnti d’aria provenienti dall’oceano, che nel periodo estivo raggiungono temperature elevate, una volta raggiunto il continente si scontrano con la barriera himalayana, dove l’aria ha una temperatura inferiore. La differenza termica provoca la salita verso l’alto dell’aria calda, che si condensa, ricadendo in pioggia.

Le piogge stagionali legate al verificarsi dei monsoni sono importanti per l’attività agricola, ma accade spesso che il ritardo stagionale o altri fenomeni particolari, provochino piogge intense, a carattere torrenziale, e conseguenti inondazioni sia in campagna che in città, a cui seguono periodi di carestia. Soprattutto per chi viaggia, o ha intenzione di trascorrere una vacanza nel sud est asiatico, è opportuno ricordare cosa siano i monsoni e le conseguenze climatiche che solitamente generano: dalla fine dell’inverno all’inizio dell’estate, il vento è quasi assente, con il risultato di un clima torrido e di temperature molto alte, mentre nella stagione delle piogge, la zona del Bengala viene spesso inondata dall’acqua per diversi mesi.

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