NASA: scoperto un nuovo esopianeta, è una super-Terra

I dati raccolti da una missione della NASA durata quattro anni hanno rivelato l’esistenza di una cosiddetta super-Terra, pianeti ancora avvolti nel mistero e fino a due volte più grande della Terra.

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Illustrazione di TOI-1075 b, una delle super-Terre più massicce finora rilevate. fonte: NASA/JPL-Caltech

La NASA ha avvistato una nuova super-Terra chiamata TOI-1075 b. Il pianeta è stato osservato grazie al veicolo spaziale Transiting Exoplanet Survey Satellite ( TESS ) ed è una delle super-Terre più massicce mai osservate finora, misura infatti quasi 10 volte la massa terrestre.

I pianeti cosiddetti super-Earth sono solitamente fino a due volte più grandi della Terra e sono ancora poco chiari agli scienziati perché non esistono nel nostro sistema solare, nonostante siano i più comuni della galassia. Essi appaiono come pianeti rocciosi (come la Terra) e alcuni si trovano all’interno delle zone abitabili delle loro stelle a “Una distanza che potrebbe consentire la formazione di acqua liquida in superficie”, spiega la NASA.

Per quanto riguarda TOI-1075 b, essa sembra però avere una superficie di lava fusa ed estremamente caldo: la temperatura stimata è di 1.922 gradi Fahrenheit, cioè 1.050 gradi Celsius.


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La nuova super-Terra avvistata dalla NASA

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La NASA ha annunciato la scoperta della più massiccia super-Terra mai osservata finora, un esopianeta (cioè un pianeta non appartenente al sistema solare) osservato dal team scientifico internazionale guidato da Zahra Essack del Massachusetts Institute of Technology.

Il così battezzato TOI-1075 b orbita intorno a una piccola stella rosso-arancio (la propria stella madre) a circa 200 anni luce di distanza e l’equivalente di un anno sul pianeta dura in realtà solo 14 ore e mezza. È proprio un’orbita tanto corta che rende la superficie della super-Terra molto calda.

La missione della Nasa rappresenta la scoperta di quel che è il 5.000esimo esopianeta e TOI-1075 b sarà importante per capire sempre meglio la formazione dei pianeti.

Il metodo utilizzato dal gruppo di ricercatori è stato il cosiddetto metodo di transito di TESS. Vista la lontananza di corpi celesti come il nuovo pianeta, il veicolo spaziale ha ricercato segni di cambiamenti di luminosità nel cielo notturno e quando la luce di una stella si affievolisce periodicamente, allora ciò indica la presenza di un pianeta extrasolare.

Il motivo è che ogni volta che il mondo orbita attorno alla stella e le passa davanti rispetto alla Terra, blocca un po’ di luce stellare.