Oceani deserti entro il 2100: quali potrebbero essere le cause dell’estinzione delle specie marine

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29/08/2022

Secondo un nuovo studio, l’inquinamento e i cambiamenti climatici rischiano di spingere all’estinzione quasi tutti gli organismi marini entro la fine del secolo. I gas serra, come la CO2, aumentano la temperatura atmosferica e contribuiscono ad acidificare l’acqua, minacciando la biodiversità. Andiamo a scoprire perchè entro il 2100 potremmo assistere ad un estinzione delle specie marine negli oceani.

Desertificazione

Secondo un nuovo studio, gli oceani potrebbero divenire deserti.

Estinzione delle specie marine: le possibili cause

Specie, Marine

Quasi il 90% delle specie marine potrebbe arrivare all’estinzione. A minacciare la biodiversità sarebbero in particolare le emissioni di gas serra che, se continueranno a registrare livelli elevati, provocheranno temperature sempre più alte e contribuiranno ad acidificare le acque, spingendo moltissime specie a scomparire.

Il team di ricercatori che ha realizzato lo studio A climate risk index for marine life ha considerato 25.000 specie tra cui pesci, batteri, piante e protozoi, valutando il loro stato di salute in diverse condizioni climatiche e ambientali.

Nello scenario peggiore, caratterizzato da alte emissioni di gas serra e da un aumento della temperatura atmosferica globale di 3-5°C, entro il 2100 la quasi totalità della vita marina rischierebbe di andrebbe perduta. Basterebbe invece mantenere il surriscaldamento globale entro i 2°C, come stabilito dall’accordo di Parigi sul clima, per garantire la sopravvivenza della maggior parte degli organismi marini.

Oceani deserti entro il 2100: cosa dice lo studio

Cambiamenti, Climatici

Nello studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change si legge:

“La mitigazione delle emissioni riduce il rischio per quasi tutte le specie (98,2%), migliora la stabilità degli ecosistemi e avvantaggia in modo sproporzionato le popolazioni dei Paesi a basso reddito, che soffrono di insicurezza alimentare”

La valutazione del rischio climatico può aiutare a dare priorità alle specie e agli ecosistemi più vulnerabili e a indirizzare gli sforzi di conservazione. Dobbiamo inoltre ricordare che, oltre ai cambiamenti climatici, esistono altri nemici per l’ecosistema marino. Tra i peggiori c’è la plastica che, secondo l’Onu, arriverà a superare entro il 2050 la quantità di pesci che si trovano negli oceani.