L’olio di cocco fa male: diversi studi lo confermano

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L’olio di cocco ha fatto parlare molto di sé negli ultimi anni, e se inizialmente veniva considerato un alimento benefico, oggi le ricerche scientifiche dicono esattamente il contrario. Definito addirittura un vero e proprio veleno per l’organismo, l’olio di cocco alimentare è stato a più riprese condannato ed effettivamente, come vedremo tra poco, non si tratta certo di un ingrediente consigliato nella dieta. Se quindi in cosmesi possiamo parlare dell’olio di cocco esaltandone le qualità, in ambito prettamente alimentare sono molte più le controindicazioni che le proprietà benefiche. A dimostrarlo e parlarne apertamente è stata un’epidemiologa di Harvard, la stessa che lo ha definito “puro veleno”. 

Olio di cocco: cos’è e quali sono le sue caratteristiche

L’olio di cocco è un olio vegetale che viene ottenuto mediante pressatura della copra, ossia della polpa bianca della noce di cocco, che è composta per il 65% da grassi. Trattandosi di un grasso vegetale, l’olio di cocco viene impiegato in cosmesi per ammorbidire la pelle secca ma anche per la salute dei capelli, perchè li rende particolarmente lucenti ed idratati. In ambito alimentare, invece, questo ingrediente viene impiegato principalmente per le fritture ma anche per la realizzazione di margarina o burri vegetali. Ha un sapore particolare e piuttosto piacevole.

Olio di cocco alimentare: fa davvero male?

Di recente Karin Michels, un’epidemiologa dell’università di Harvard, ha dichiarato ufficialmente che l’olio di cocco è un vero e proprio veleno per il nostro organismo, definendolo una delle cose peggiori che si possano mangiare. La sua tesi è basata sul fatto che quest’olio contiene ben l’80% di grassi saturi, noti per aumentare i livelli di colesterolo cattivo e di conseguenza anche il rischio di patologie cardiovascolari. In poche parole, l’olio di cocco è un alimento eccessivamente ricco di grassi dannosi per il nostro organismo e addirittura ne conterrebbe più del doppio di quelli contenuti nel lardo. Secondo la dottoressa, inserire nella propria dieta abituale l’olio di cocco nella convinzione che sia un alimento benefico è assolutamente sbagliato e anzi, al contrario dovrebbe essere eliminato o ridotto a minime quantità.

Naturalmente, a questa tesi si sono opposti diversi altri ricercatori ed esperti, che hanno precisato quanto l’olio di cocco non sia in realtà peggiore di altri alimenti comunemente consumati come il burro. I grassi saturi sono presenti in moltissimi cibi, ed effettivamente non possiamo demonizzare l’olio di cocco senza ricordare che non è il solo alimento con queste caratteristiche.

Probabilmente, l’affermazione della dottoressa Michels è stata dettata anche dalle false credenze che si erano diffuse su questo alimento. Basta fare una rapida ricerca online per trovare informazioni del tutto errate in merito all’olio di cocco, che addirittura viene spesso osannato e presentato come un ingrediente eccezionale. Ecco, non è così e la gente deve saperlo. Al pari di molti altri alimenti ricchi di grassi saturi, anche l’olio di cocco deve essere utilizzato con parsimonia e in minime quantità. Meglio quindi lasciarlo al settore della cosmesi, dove effettivamente è in grado di esplicare le sue proprietà benefiche.

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