Orchidea: l’habitat e le cure di cui ha bisogno per essere bella

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Tutti amano le orchidee perché sono belle, eleganti, semplici e sofisticate. Curarle e mantenerle però sembra impossibile. Eppure seguendo pochi semplici consigli vedrete che sarà un gioco da ragazzi.

Le orchidee: chi sono

Le orchidee sono fra i fiori più diffusi e apprezzati in casa. Sono colorate, vivaci, esotiche e possono regalare ad ogni angolo un tocco di classe e personalità, esaltando ogni genere di arredo. Fra le piante ornamentali è la più amata, anche se non è semplice prendersene cura: o almeno così molti credono. Le sue foglie sono essenziali, verdi e carnose. I fiori colorati, carnosi e di varie forme: le specie sono molte e varie. Le orchidee sono piante tropicali perenni, quindi destinate a fiorire più volte, ma bisogna prendersene cura nella maniera giusta.

Come scegliere quella per l’ambiente di casa

Le orchidee non sono tutte uguali, ce ne sono di più semplici da coltivare e altre invece che richiedono più attenzioni. La tipologia più nota e diffusa è di certo la Phalenopsis, che è un punto di partenza buono per cimentarsi nella coltivazione di questi fiori. In alternativa, consigliamo la Cymbidium e la Vanda. Quando la comprerai dal vivaio presta attenzione alle foglie: devono essere verdi e brillanti, senza macchie e lisce. Le radici devono invece essere verdi oppure bianche ed essere spesse.

L’ambiente ideale per l’ orchidea

L’ orchidea è una pianta da fiore di tipo tropicale, per questo necessita che si ricrei al meglio l’habitat originale anche a casa. Un punto essenziale è l’umidità, quindi sta bene in bagno o in cucina. Essa va posizionata però lontana da fonti dirette di calore e al riparo da spifferi d’aria. La luce ideale per le orchidee è intensa ma non diretta. Quindi i raggi del sole non devono colpire la pianta, perché potrebbero bruciare le foglie. La posizione ideale è per esempio: vicino ad una finestra, ma con lo schermo di una tenda chiara.

Annaffiatura

Anche se è una pianta tropicale, è solo una leggenda che essa necessiti di tanta acqua. Anzi, è un errore annaffiarla troppo perché si rischia di farla marcire. L’orchidea ama l’acqua e l’umidità, ma va bagnata con attenzione. Sarà la pianta stessa a lanciare segnali quando deve essere annaffiata. É sufficiente infilare un dito nel terriccio per un centimetro: se è asciutto dai acqua, altrimenti aspetta un paio di giorni.

Come annaffiarla? Non come le altre piante. Le modalità di annaffiatura di cui ha bisogno, sono due: immersione della coppa o nebulizzazione. Se l’orchidea è in un vaso con i fori, sarà sufficiente immergerla in una ciotola o in un catino pieno d’acqua. Lasciala lì immersa (solo la parte del vaso) per 5 minuti. Procedi poi nebulizzando le foglie e le radici che spuntano. La cosa importante è comunque evitare i ristagni di acqua: umidità sì, ristagni no.

Cura della pianta

Se la pianta è sofferente e non capisci perché, potrebbe essere perché il substrato ha perso i suoi valori nutritivi. C’è quindi bisogno del rinvaso, che va fatto preferibilmente in estate. Il vaso dovrebbe essere un pochino più grande del precedente. Crea un fondo con il sughero, o polistirolo o carbone. Metti la pianta all’interno e ricoprila con corteccia e torba, aggiungendo polistirolo per dare il giusto drenaggio.

La pianta non necessita di particolari cure di potatura. I fiori cadranno da soli e se non lo fanno basta tagliare con le forbici. La pianta non cresce nella terra, essa è un’epifita. Le sue radici si sviluppano fra radici e rami degli altri alberi, nutrendosi di materiali di decomposizione vegetali. Per ricreare questo ambiente bisogna dargli un terreno leggero e soffice, mescolandolo con corteccia, fibra di cocco, sughero, torba, carbone. La concimatura va fatta, ma con moderazione, utilizzando il concime specifico.