Parigi: una performance contro la fast fashion

In in centro commerciale di Parigi diversi attivisti si sono ritrovati per un flash mob per protestare contro la dannosa e inquinante industria fast fashion.

protesta paris

Quel che è caro al consumismo è bene ormai sia superato, ma ancora è difficile vedere e riconoscere un approccio che sia davvero rispettoso e sostenibile. Per quante parole si spendano a riguardo, la strada è ancora lunga e le aziende continuano troppo spesso ad adottare retoriche ipocrite piuttosto che agire davvero per cambiare un settore tanto inquinante.

Motivo per cui molte associazioni, ONG, attivisti e cittadini in generale sono sempre più agguerriti perché stufi di un mondo che funziona da troppo tempo in maniera dannosa per qualsiasi forma di vita presente.

Così in un centro commerciale parigino, trenta ballerini si sono riuniti in quel che è il cosiddetto flash mob per mostrare artisticamente il loro rifiuto verso iniziative consumistiche quali il balck friday, che celebra uno shopping “compulsivo” caro all’industria fast fashion. Un modo pacifico ma anche molto efficace per sensibilizzare i consumatori.

L’arte contro la fast fashion: il flash mob a Parigi


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Vestiti

Il gruppo di artisti francesi Le noise qui court ha organizzato segretamente una performance artistica in un cento commerciale della città di Parigi. Centinaia di clienti di un grande centro commerciale al centro della città francese sono stati pervasi dalle movenze di circa trenta ballerini che con l’arte hanno protestato contro un’industria ancora troppo inquinante.

Basti pensare all’impatto ambientale del solo Black Friday ad esempio, che da come è stato quantificato nel 2020 ha conseguenze davvero devastanti per l’ambiente. Esso infatti produce circa 430mila tonnellate di emissioni di CO2. Per farsi un’idea, le emissioni sono uguali a quelle prodotte da più di 400 voli andata e ritorno Londra/New York.

E così il flash mob dei Le noise qui court diviene un atto artistico ed educativo, con i ballerini che hanno steso a terra mille
chili di abiti usati lanciandoli e scambiandoseli proprio in segno di protesta contro il Black Friday e più in generale l’industria del fast fashion. La performance degli artisti è stata accompagnata dallo slogan: “Abbasso la moda, il consumo eccessivo, le fabbriche tessili ai margini del mondo, il lavoro sfruttato e l’impronta di carbonio”.