Pesticidi nelle acque: dati allarmanti

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27/01/2021

L’ISPRA ha pubblicato il rapporto nazionale sui pesticidi nelle acque 2020. Su un totale di 426 sostanze cercate, ne sono state riscontrate 299, per la maggior parte insetticidi. Glifosate e fungicidi hanno superato il limite nelle acque superficiali.

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L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è un ente pubblico di ricerca sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Questo ente svolge attività di varia natura: monitoraggio, valutazione, controllo e gestione delle informazioni ambientali. Negli ultimi anni l’utilizzo di pesticidi è aumentato drasticamente; molti di questi possono accumularsi nel suolo e nelle acque con gravi conseguenze sull’ambiente e sulla salute umana. ISPRA ha pubblicato il Rapporto sui pesticidi nelle acque 2020.

Pesticidi nelle acque 2020: il Rapporto ISPRA

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Secondo quanto emerge dal Rapporto pesticidi nelle acque 2020 dell’ISPRA, su 426 sostanze ricercate ne sono state trovate 299. A differenza del periodo precedente, in cui gli erbicidi erano i più diffusi, adesso la maggior parte di queste sostanze sono insetticidi. Le indagini hanno riguardato 4775 punti di campionamento e 16692 campioni. Per quanto riguarda le acque superficiali, sono stati trovati pesticidi nel 77.3% dei 1980 punti di campionamento, mentre in quelle sotterranee la percentuale è del 32.2% di 2795 punti.


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Questo Rapporto deriva da indagini effettuate a livello regionale, pertanto possono mostrare una certa disomogeneità. Infatti bisogna anche considerare che il tipo e il numero di sostanze utilizzate può variare molto tra regione e regione. Inoltre, anche le densità delle reti di monitoraggio e il funzionamento dei laboratori possono variare in base alla regione in cui ci si trova.

Nella pianura padano-veneta i risultati sono peggiori rispetto che in altre aree. Questo dipende innanzitutto dalle attività agricole più intense che caratterizzano questa zona, e dalle caratteristiche idrogeologiche del territorio.

Un altro dato sconfortante che viene portato a galla da questo Rapporto è lo sconfinamento dei limiti ambientali. Infatti, 415 punti di monitoraggio nelle acque superficiali (21% del totale) presentano concentrazioni di glifosate (erbicida) e di fungicidi superiori ai limiti.