Piano di Energia per l’Italia: come eliminare la dipendenza dal gas russo?

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14/06/2022

Esiste un modo per ottenere l’indipendenza, o quanto meno ridurre la dipendenza, dalle fonti fossili che l’Italia importa dalla Russia? Secondo il gruppo scientifico Energia per l’Italia, mettendo in atto una serie di interventi da qui al 2030, sì, è possibile.

Anidride-carbonica

Energia per l’Italia è il gruppo scientifico che ha recentemente presentato un documento che contiene la proposta del gruppo per eliminare la dipendenza del nostro Paese dalla Russia e per accelerare la decarbonizzazione dell’Italia. Tramite il documento, il gruppo “Energia per l’Italia” sollecita le istituzione ad adottare con urgenza un piano energetico d’emergenza incentrato sulla sostituzione degli idrocarburi con elettricità proveniente da fonti rinnovabili.

Vediamo insieme cosa prevede il piano presentato da Energia per l’Italia.

Piano di Energia per l’Italia: obiettivi

Petrolio

L’Italia dipende per tutte le fonti fossili dalla Russia. Quest’ultima, infatti, rappresenta il primo fornitore nazionale di carbone, gas e petrolio. Nello specifico, dalla Russia proviene il 40% del gas utilizzato in Italia, il 12% del petrolio e il 52% del carbone. Tale dipendenza è ancora in piedi, nonostante la guerra portata avanti dalla Russia ai danni dell’Ucraina e le distanze prese dall’Italia nei confronti di Putin e il suo paese.

Secondo quanto emerso dalle ricerche e dalle analisi del gruppo scientifico Energia per l’Italia, sarebbe possibile eliminare, o quanto meno ridurre drasticamente, la dipendenza del nostro paese dalle fonti fossili russe attivando urgentemente un Piano di emergenza energetica e climatica.

Cosa prevede il piano di Energia per l’Italia

Auto, Elettric

Per raggiungere l’indipendenza dalle fonti energetiche russe, secondo l’analisi di Energia per l’Italia, sarebbe necessario portate alla ristrutturazione almeno 430 mila abitazioni ogni anno fino al 2030, in modo da ottenere 3,5 milioni di case coibentate e senza più caldaie.

Inoltre, si rende necessario sostituire 3 milioni di auto termiche con altrettante elettriche. Bisognerebbe quindi passsare dai 60mila veicoli elettrici a batteria (veb) venduti ogni anno (4% su circa 1,5 milioni auto nuove acquistate) ad almeno 350mila.

Un altro intervento prevede di   spegnere le centrali termoelettriche alimentate oggi da carbone e gas russi corrispondenti a circa 53 TWh (terawattora) sui 278 totali (importazioni escluse) raddoppiando la generazione elettrica da fotovoltaico ed eolico (da 33 a 66 GW).

Considerando anche gli ulteriori consumi dovuti alle abitazioni e ai veicoli elettrici si dovrebbe passare dal 40% attuale al 66% di elettricità da rinnovabili, una stima che sostanzialmente coincide con le recenti proposte di Elettricità futura (Confindustria). Il tutto entro il 2030.