Plastica: la nuova alternativa per l’imballaggio dei cibi

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22/07/2022

Nonostante la plastica sia il materiale più adatto per l’imballaggio del cibo, per proteggerne i principi attivi, l’impatto ambientale di questo materiale è assai rilevante. Per questo motivo la comunità scientifica è alla ricerca di solide alternative e l’ultima arriva da un gruppo di scienziati, in grado di utilizzare la seta come sostituta della plastica.

Plastica

Sono diverse le alternative alla plastica su cui la comunità scientifica è al lavoro, e una delle ultime arriva da un gruppo di scienziati del MIT in collaborazione con la società chimica BASF, situata tra Germania e Usa, che ha studiato l’efficacia della seta come sostituta delle plastiche utilizzate per la conservazione di una serie di prodotti. A condurre la ricerca è stato il ricercatore del MIT Muchun Liu, professore di ingegneria civile e ambientale dell’istituto Benedetto Marelli, e altri cinque studiosi presso la società chimica BASF in Germania e negli Stati Uniti.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Plastica: l’alternativa ricavata dalla seta

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La plastica si è sempre rivelato un ottimo materiale per proteggere i principi attivi di determinati prodotti che potrebbero essere degradati da aria o umidità, eppure l’impatto ambientale che questa ha sia a causa del tempo impiegato per essere smaltita sia per i danni che causa quando viene gettata nelle acque.

Il team di scienziati del MIT in collaborazione con la società chimica BASF ha individuato nella seta un valido sostituto, che può essere realizzato a partire dalle proteine che costituiscono le sue fibre in maniera semplice ed economica. Per la produzione di questo materiale si possono usare i bozzoli non tessili o disciogliere le fibre di seta direttamente nell’acqua. Questo metodo può utilizzare anche seta di bassa qualità, di quella che sarebbe invece scartata dalla produzione dei tessuti, introducendo elementi di circolarità nel ciclo di vita di un prodotto che in genere si esaurisce in discarica.

Nei test di laboratorio, i ricercatori hanno dimostrato come il materiale di rivestimento a base di seta possa essere utilizzato nella produzione industriale di erbicida microincapsulato e solubile in acqua. Le capsule sono state messe alla prova in una serra su un raccolto di mais, dimostrando di poter funzionare meglio dei prodotti già in commercio.