Polietilene: la plastica riciclabile che non viene riciclata

0
124
Polietilene

Il polietilene è un materiale che conosciamo tutti molto bene, anche se forse siamo soliti definirlo semplicemente plastica. Spesso identificato dalla sigla PET, il polietilene è infatti un polimero sintetico che viene largamente utilizzato a livello industriale e per la produzione di sacchetti, flaconi, bottiglie, tappi e quant’altro siamo soliti gettare nella spazzatura. Si tratta, in sostanza, della più comune tra le materie plastiche e (fortunatamente) anche di quella più semplice da riciclare. Potenzialmente, dal polietilene di scarto sarebbe possibile ottenere nuovi oggetti ed imballaggi, riducendo non solo le emissioni inquinanti ma la quantità stessa di plastica prodotta a livello mondiale.

Purtroppo però, nonostante le politiche europee prevedano delle misure ben precise per contrastare il problema dell’inquinamento da plastica, oggi il polietilene non viene ancora riciclato come dovrebbe. Gran parte dei rifiuti in PET infatti è soggetto a quello che viene definito “downcycling” ossia un riciclo scadente, che comporta la realizzazione di prodotti di qualità inferiore, non nuovamente riciclabili. Quello che dunque potrebbe essere un ciclo di recupero continuo si esaurisce molto presto, con la creazione di imballaggi e prodotti che in futuro non potranno più essere smaltiti.

Polietilene: cos’è e quali sono le sue caratteristiche

Il polietilene è unpolimero sintetico largamente utilizzato in svariati campi industriali, che tutti noi siamo abituati a gettare nella spazzatura quotidianamente. Con questo materiale infatti vengono realizzati flaconi, imballaggi di vario tipo, tappi, bottiglie di plastica e via dicendo. Grazie alle sue ottime proprietà isolanti, il polietilene è una delle materie plastiche più diffuse ed utilizzate, anche perchè molto economico.

A dirla proprio tutta, se ci soffermiamo ad analizzare questo materiale ci rendiamo conto che tra tutte le materie plastiche il polietilene è la migliore, per i seguenti motivi:

  • Si può riciclare completamente;
  • Non contiene sostanze chimiche aggiuntive come i plastificanti;
  • Se viene bruciato non produce gas nocivi al di fuori dell’anidride carbonica;
  • Per la produzione del polietilene vengono impiegate meno risorse rispetto ad altre materie plastiche.

Possiamo dunque dire che questo materiale è il “meno peggio” tra le alternative che rientrano sempre sotto la definizione di plastica. Purtroppo però alcuni dei suoi vantaggi non vengono sfruttati nel modo giusto. 

Polietilene: la plastica riciclabile che non viene riciclata

Il problema maggiore del polietilene (e in particolare di quello a bassa e ad alta densità) è che si tratta di una plastica che potrebbe essere riciclata al 100% ma questo avviene solo in pochi casi. Nella maggior parte delle circostanze infatti, anche il polietilene è soggetto a downcycling e questo significa che non viene riciclato per dare vita ad altri imballaggi ed oggetti con le stesse proprietà di quelli di partenza.

Il downcycling prevede sempre un processo di riciclaggio e quindi di recupero, ma quello che cambia e fa la differenza è il prodotto finale di questa trasformazione. Il risultato di tale processo infatti è una materia plastica di qualità inferiore, che non conserva le stesse caratteristiche del polietilene e che non può più essere riciclata. E’ quindi piuttosto evidente che si tratta di un’operazione inutile, che non fa altro che rimandare il problema ad un futuro sempre più allarmante.


Loading...