Raccogliere l’acqua rispettando l’ambiente

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Il surriscaldamento globale è soltanto un termine con cui quotidianamente ci rendiamo conto di come stiamo distruggendo un pianeta e di come sia sempre più necessario raccogliere l’acqua in maniera efficiente. L’effetto serra e la deforestazione costante dei polmoni della Terra sono gli aspetti più evidenti di un ambiente sempre meno sostenibile, di cui anche l’Italia sta pagando dazio, attraverso il cambio di temperature stagionali.
Il nostro paese assiste impotente alla presenza di un clima tropicale, caratterizzato da un freddo pungente d’inverno e da un caldo da record in estate.
Tra le caratteristiche principali di questo fenomeno vi è la quasi totale assenza di piogge e la conseguente difficoltà nel sostenere adeguatamente il bestiame e le colture ortofrutticole.
I problemi di approvvigionamento idrico e lo svuotamento dei bacini, vissuto durante l’estate 2017 su quasi tutte le regioni italiane, hanno fatto tremare i piccoli agricoltori che, privi di un pozzo artesiano da cui attingere l’acqua per irrigare i campi, hanno cominciato ad informarsi su come immagazzinare l’acqua piovana, in maniera ottimale.

I serbatoi in polietilene

Tra i sistemi più funzionali per contrastare la siccità e riuscire a riutilizzare l’acqua provenienti dalla pioggia vi sono le piccole cisterne per l’acqua. Si tratta di prodotti abbastanza diffusi nei negozi di termoidraulica, di cui sentiremo molto parlare anche per l’estate 2018.
Il funzionamento di questi serbatoio per stipare l’acqua e usarla per irrigare il terreno è piuttosto semplice, perchè rappresenta la versione moderna del modo con cui gli antichi contadini hanno raccolto l’acqua nel corso della storia. Se è vero che possiamo continuare ad utilizzare contenitori di ogni sorta, a partire dalle damigiane di plastica tagliate nella zona superiore (in modo tale da creare un’entrata più ampia per la pioggia), collocare un serbatoio in polietilene o in acciao inox presenta indiscutibili vantaggi, che vorremmo condividere con voi.
Tra le caratteristiche principali di questi articoli idraulici, utilissimi anche in agricoltura:

  • Resistenza elevatissima, al punto che sono molti coloro i quali acquistano serbatoi usati, in virtù del fatto che risentono davvero poco dell’usura degli agenti atmosferici (sole e pioggia su tutti), potendoli acquistare ad un prezzo inferiore.
  • Sostenibilità ambientale. Anche se né il polietilene che l’acciaio zincato sono materiali riciclabili al 100%, è vero anche che, durando a lungo negli anni, risultano molto più ecologici di altri contenitori in plastica “improvvisati”, destinati a durare poco tempo.
  • Costo decisamente basso. Se pensiamo a quanti soldi in bollette idriche possono essere risparmiati semplicemente acquistando questi bidoni di raccolta.
  • Estetica apprezzabile. A guardarli da vicino, appaiono davvero carini, in virtù della loro forma rotondeggiante e mai completamente avulsi dal contesto agricolo.

Chi ha bisogno delle cisterne di raccolta

Tutti i medi e piccoli agricoltori o gli appassionati di orti domestici che non dispongono di un pozzo da cui attingere l’acqua in maniera gratuita. In questi casi infatti, ricorrere alla rete idrica dell’acquedotto regionale sarebbe estremamente costoso, almeno in coincidenza dell’estate, quando le piogge scarseggiano e le piantine necessitano di essere bagnate di frequente per sopravvivere. A partire dal fine Maggio le precipitazioni piovose, nelle zone meridionali e nell’area della pianura padana, cominciano a scarseggiare, mettendo a serio rischio la produttività delle coltivazioni estive come melanzane, zucchine e peperoni.
Chi possiede un orto di piccole dimensioni, ma non vuole spendere centinaia di euro di bolletta dell’acqua, per ottenere pochi chili di pomodori e qualche zucchina, l’acquisto di serbatoi di raccolta per acqua piovana si rivela una manna dal cielo.
Perchè allora rinunciare ai cultivar tipici dei mesi più caldi, a causa di un clima che diventa sempre più tropicale?
Impariamo piuttosto a dare il buon esempio ed ingegnarci per non sprecare una risorsa così preziosa e iniziare a far depositare le acque piovane già dalla primavera, quando le piogge sono più copiose e frequenti, in modo da disporre di acqua, nei periodi di siccità di Luglio e Agosto.

Quale misura scegliere

Esistono sul mercato cisterne in polietilene e in acciaio di dimensioni diverse. Per capire quale comprare, al di là dello spazio a vostra disposizione, cercheremo di fare alcuni calcoli per verificare se un serbatoio da 1000 litri è sufficiente per coprire i bisogni d’acqua di un piccolo orto.
Abbiamo supposto che per avere una buona resa stagionale potremmo coltivare massimo 30 piantine, in modo da riuscire a donare la corretta quantità d’acqua senza inficiare sulla loro crescita.
Se è vero che da Novembre sino a Marzo possiamo coltivare praticamente tutte le varietà di ortaggi senza innaffiarle quasi mai, accontentiamoci di ridurre il numero di piantine a dimora sul terreno, ma almeno saremo certi della loro sopravvivenza a costo pressocchè gratuito.
Ogni piantina, necessita in estate di una quantità compresa tra 0,5 e 1 litro d’acqua. Se avremo la premura di posizionare della paglia o del cartone alla base di ciascuna pianta, creando una pacciamatura naturale, saremo certi che i 1000 litri d’acqua, raccolti nella cisterna basteranno per
coprire le esigenze idriche dei 3 mesi estivi.
Durante questo periodo infatti, potremmo persino ipotizzare che non piova, ma ugualmente riusciremo a crescere le nostre varietà ortofrutticole senza spendere un euro.
Si precisa che colture come le zucchine siano molto produttive, al punto che, saranno sufficienti 4 piante ben cresciute, per generare ortaggi sufficienti per una famiglia di 5 persone.
Qualora invece fossimo intenzionati ad piantumare più varietà, arrivando sino a 40-50 unità, potremmo prendere in considerazione serbatoi in plastica polietilene da 1500 litri.