Riscaldamento della zona Artica: le conseguenze dei cambiamenti climatici

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13/09/2022

Un nuovo studio aumenta le stime sulla cosiddetta amplificazione artica: negli ultimi quarant’anni nell’estremo nord del mondo c’è stato un aumento di temperatura quasi 4 volte superiore rispetto alla media globale. Andiamo a scoprire per quale motivo si verifica questa situazione.

Artico

Dall’inizio della Rivoluzione industriale, nella seconda parte dell’Ottocento, la temperatura media della Terra è aumentata di oltre un grado, quasi esclusivamente a causa dei gas serra emessi dalle attività umane.

Cambiamenti climatici: cosa succede

Riscaldamento, Globale

Nei prossimi decenni l’obiettivo è quello di contenere entro +1,5°C l’aumento, o comunque di contenerlo il più possibile, perché ogni decimo di grado conta per evitare l’aumento di catastrofi climatiche e siccità, incendi e alluvioni.

Che la Terra si scaldi e che la causa siamo noi è quindi assodato. Il nostro Pianeta però non si sta riscaldando in maniera uniforme: da anni ci sono forti evidenze sul fatto che ai poli, in particolare nella zona artica, la temperatura negli ultimi decenni sta aumentando molto più velocemente. Fino a poco fa, diverse ricerche parlavano di un riscaldamento due o tre volte superiore alla media globale.

Riscaldamento Artico: lo studio

Aumento, Temperature

Un recente studio uscito su Nature, ha invece ulteriormente alzato le stime, arrivando a dire che la regione artica negli ultimi quarant’anni si sia scaldata a un ritmo quattro volte più alto del resto del mondo. Secondo i risultati, se il mondo negli ultimi quarant’anni si è scaldato a un ritmo medio di 0,19 gradi per decennio, la temperatura dell’Artico è aumentata di 0,73°C ogni dieci anni (3,8 volte in più rispetto alla media globale, quindi).

L’amplificazione artica, come viene nominato il fenomeno, ha diverse ragioni. Dall’aumento del riscaldamento oceanico al feedback dell’albedo del ghiaccio dovuto alla diminuzione del ghiaccio marino, fino all’inversione della temperatura dell’aria vicino alla superficie e al trasporto del calore oceanico e dell’umidità atmosferica meridionale.

Lo studio ha analizzato i dati della regione artica degli ultimi 43 anni (tra il 1979 e il 2021), comparando i risultati con i modelli climatici attuali.