Scoperta Esopianeti: simili alla Terra, alcuni potrebbero essere abitabili

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E’ trascorso poco più di un anno dalla scoperta degli esopianeti ossia di quei 7 pianeti che si trovano al di fuori dal nostro Sistema Solare e che non sapevamo nemmeno che esistessero. Dopo più di un anno da questa scoperta, la più importante degli ultimi tempi in ambito scientifico e astronomico, sono ancora poche le cose che sappiamo con certezza di questi corpi celesti ma presto potrebbe arrivare la svolta. E’ previsto infatti per il 2020 il lancio del James Webb Telescope, che ci svelerà se su questi pianeti esistono le condizioni necessarie per lo sviluppo di qualche forma di vita. 

Per il momento, sappiamo che i 7 esopianeti scoperti recentemente sono simili alla Terra sotto diversi aspetti e che su alcuni di essi potrebbero esserci tracce di acqua allo stato liquido. Questa scoperta potrebbe quindi rivoluzionare il mondo e portarci a trovare quelle forme di vita extraterrestre che da secoli stiamo cercando.

Scoperta esopianeti: gli ultimi pianeti scoperti

Con il termine “esopianeti” si intendono tutti quei pianeti che non fanno parte del nostro Sistema Solare e si trovano all’esterno di esso. L’ultima scoperta esopianeti risale al 2017 ed è stata annunciata dalla NASA il 22 febbraio. Ha suscitato sin da subito molto clamore: si tratta della scoperta più importante degli ultimi anni in ambito astronomico e da subito sono partite una serie di domande e curiosità su questi nuovi corpi celesti. I protagonisti della scoperta esopianeti sono stati alcuni astronomi guidati da Michaël Gillon dello STAR Institute dell’Università di Liegi.

Esopianeti: cosa sono e perchè sono simili alla Terra

I nuovi esopianeti scoperti nel 2017 hanno un qualcosa di straordinario rispetto a quelli che sono stati individuati in passato. Sono infatti pianeti rocciosi con dimensioni e massa simili a quelle della Terra, hanno orbite circolari e girano tutti nella stessa direzione. Si tratta di corpi temperati, che potrebbero avere delle condizioni ottimali per lo sviluppo di forme di vita ed è questo che ha suscitato l’interesse da parte della comunità scientifica. In passato erano già stati scoperti degli esopianeti, ma questi 7 sembrano riprodurre in miniatura il nostro Sistema Solare e sono tutti in orbita intorno ad un’unica stella.

3 di questi esopianeti si trovano nella fascia di abitabilità della loro stella: questo significa che ricevono una sufficiente quantità di energia da ipotizzare temperature ottimali per la presenza di acqua allo stato liquido. Se effettivamente fosse così, l’ipotesi dell’esistenza di forme di vita non sarebbe poi così remota ma bisogna fare i conti anche con la composizione della loro atmosfera, ad oggi ancora sconosciuta. 

Scoperta esopianeti: sono abitabili?

Subito dopo la scoperta degli esopianeti la comunità scientifica ma anche popolare si è posta la fatidica domanda: sono abitabili? Esistono forme di vita extraterrestre su questi corpi celesti? Per poter rispondere a questa domanda in modo più preciso dovremo attendere il 2020, quando sarà lanciato nello spazio il James Webb Telescope. Questo strumento sarà in grado di misurare la composizione chimica della loro atmosfera e confermare (o smentire) l’ipotesi della presenza di acqua sulla loro superficie. I prossimi anni saranno quindi fondamentali e potrebbero rivoluzionare le conoscenze che oggi abbiamo su tutto l’Universo.

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