Scoperta incredibile: un’immensa riserva di acqua dolce sotto l’oceano

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26/06/2022

Pochi anni fa è stata scoperta un’immensa riserva di acqua dolce sotto l’Oceano Atlantico, con un’estensione stimata di circa 350 chilometri e una porta di 2.800 chilometri cubi. La scoperta ha dell’incredibile, soprattutto in un periodo come questo, caratterizzato da una forte siccità che sta dilagando in tutto il mondo.

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Un gruppo di scienziati dell’Università Columbia di New York hanno scoperto nel 2019 un immensa riserva di acqua dolce sotto l’Oceano Atlantico, al largo della costa nord-orientale degli Stati Uniti.

La scoperta si è rivelata fin da subito sensazionale, perché potrebbe rappresentare un’ottima soluzione per la siccità che negli ultimi anni non ha riguardato soltanto il continente africano, ma anche il resto del mondo.

L’immensa riserva di acqua dolce nell’Oceano Atlantico

Inquinamento, Oceano

In collaborazione con i colleghi del Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’Istituto Oceanografico di Woods Hole, Massachusetts, i ricercatori della Columbia hanno scoperto quest’immensa riserva di acqua dolce sotto l’Oceano Atlantico.

In base alle stime, il bacino d’acqua dolce si estende per 350 chilometri lungo la costa orientale americana, abbracciando un’area che va dal sud del Delaware fino al Massachusetts. Ma potrebbe essere anche più grande. La portata stimata è di 2.800 chilometri cubi di acqua a bassa salinità; se fosse sulla terraferma sarebbe contenuta in un lago di 40mila chilometri quadrati, grande quanto i Paesi Bassi.

Come si è formato il deposito?

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Secondo gli scienziati, la riserva di acqua dolce scoperta sotto l’Oceano Atlantico si sarebbe formata in seguito al disgelo avvenuto dopo l’ultima era glaciale e si sarebbe formata tra i 15 mila e i 20 mila anni fa.

L’acqua/dolce salmastra sarebbe rimasta intrappolata in delta e altre conche naturali. Gli scienziati non escludono un contributo del deflusso dalle falde sotterranee. Depositi del genere potrebbero trovarsi anche nei pressi di Paesi che soffrono il problema della siccità, dunque in futuro si potrebbero progettare sistemi di estrazione dell’acqua e (moderata) desalinizzazione.