Le Sette Sorelle e l’OPEC: il controllo del Petrolio ieri e oggi

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Il Petrolio, come abbiamo già visto nel corso di altri approfondimenti, ha da sempre rappresentato una risorsa fondamentale: questa materia prima è infatti di estrema importanza per l’economia di un Paese ed è stata anche alla base di molte guerre. L’inasprirsi dei rapporti con il Medio Oriente è stato determinato proprio dalle Sette Sorelle, ossia dalle compagnie petrolifere di spicco che dagli anni ’50 agli anni ’70 poterono contare su un monopolio pressoché incontrastato. Ma chi sono queste Sette Sorelle, quali dinamiche hanno determinato e com’è la situazione attuale? Vediamo più da vicino questi aspetti fondamentali.

Chi sono le Sette Sorelle

Sette-sorelleCon il termine “Sette Sorelle”, coniato da Enrico Mattei dopo che fu nominato commissario liquidatore dell’AGIP, fa riferimento a delle compagnie petrolifere ben specifiche. Si tratta infatti di quelle 7 compagnie che nel primo ventennio successivo alla Seconda Guerra Mondiale potevano contare su un predominio globale del petrolio.

Le Sette Sorelle erano tutte compagnie americane ed inglesi, che grazie alle concessioni ottenute decenni prima, riuscirono a controllare tutto il mercato del petrolio e sfruttare tutti i giacimenti che si trovavano nel Golfo del Persico e in Medio Oriente. Sono state queste compagnie a controllare i prezzi del petrolio a livello internazionale, sfruttando in modo massiccio i giacimenti che si trovavano in Terre sulle quali potevano vantare le loro concessioni.

Questi sono i nomi delle Sette Sorelle:

  • Standard Oil of New Jersey (conosciuta oggi come Esso);
  • Royal Dutch Shell;
  • Standard Oil of New York;
  • Anglo-Persian Oil Company (conosciuta oggi come BP);
  • Standard Oil of California (conosciuta oggi come Chevron);
  • Texaco (si è fusa con la Chevron);
  • Gulf Oil (assorbita anch’essa dalla Chevron).

Le Sette Sorelle e la situazione italiana

Come abbiamo detto, la locuzione “Sette Sorelle” fu coniata da Mattei: in Italia contemporaneamente alla nascita e all’egemonia delle Sette Sorelle si venne a creare una situazione quasi opposta, in netto contrasto con queste dinamiche. In questo periodo infatti l’Italia iniziò a porsi al di fuori delle logiche dominanti e a cercare di mantenere una propria autonomia sul versante energetico. Le Sette Sorelle, infatti, furono accusate di sfruttare senza ritegno ed in modo ignobile le risorse del Terzo Mondo e l’Italia preferì rimanere fuori da ogni dinamica di questo tipo.

Di fatto, tuttavia, le Sette Sorelle vantavano già nel 1949 il controllo di oltre 3/4 della produzione e della raffinazione del petrolio in oriente. 

La nascita dell’OPEC come risposta alle Sette Sorelle

L’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio), è stata fondata nel 1960 come risposta al predominio e allo sfruttamento operato dalle Sette Sorelle, che naturalmente imponevano delle tariffe ai Paesi produttori sconvenienti e del tutto irrisorie rispetto ai guadagni effettivi. L’OPEC nacque per iniziativa del Governo del Venezuela ed inizialmente era composta da 5 Paesi membri: Iran, Iraq, Venezuela, Arabia Saudita e Kuwait. In sostanza, grazie al ruolo dell’OPEC, i Paesi membri possono oggi ricevere delle quote decisamente più alte rispetto a prima: l’organizzazione regola quindi l’aspetto economico, con il fine di evitare sfruttamenti da parte delle Sette Sorelle.

L’inevitabile crisi del petrolio

Il petrolio è una risorsa non rinnovabile e come abbiamo visto più volte si sta esaurendo a velocità preoccupanti: entro qualche decennio sarà sempre più difficile soddisfare la richiesta e già alcune delle Sette Sorelle sono in crisi e rischiano il tracollo. L’inevitabile crisi dell’oro nero si sta avvicinando sempre di più ed è arrivato il momento di rivolgersi alle risorse rinnovabili, prima che sia troppo tardi.

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