Siccità, scatta lo stato d’emergenza: cosa succede ora?

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05/07/2022

Il governo ha ufficialmente decretato lo stato d’emergenza per l’emergenza idrica che sta colpendo l’Italia in questi giorni. Ma quali sono le conseguenze di questa decisione? Vediamo insieme.

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L’emergenza idrica di quest’ultima settimana ha portato il governo italiano a decretare lo stato di emergenza, richiesto da ben sette regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lazio e Umbria, ma riguarderà soltanto cinque di queste. Secondo le fonti ministeriali, sono previsti 10,9 milioni per Emilia Romagna, 4,2 milioni per il Friuli Venezia Giulia, 9 milioni per la Lombardia, 7,6 milioni per il Piemonte e 4,8 milioni per il Veneto.

Nel frattempo, la bozza del decreto siccità ha introdotto la figura del commissionario straordinario per l’emergenza idrica. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Scatta lo stato d’emergenza: quali sono le conseguenze

Acqua

Lo stato di emergenza è un primo passo per andare incontro a questa ennesima emergenza, quella della siccità. All’interno di questo decreto sono già stati stanziati oltre 35 milioni da ripartire tra le cinque regioni coinvolte. Il governo non si fermerà qui, ci saranno altre misure e siamo concentrati sulla messa a terra delle risorse del Pnrr dedicate a questa tematica.

Ad affermarlo è la ministra per gli Affari regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, in uscita dalla riunione del Consiglio dei ministri sul tema della siccità che ha approvato lo stato di emergenza per cinque regioni.

Lo stato di emergenza serve a garantire risorse per gestire la crisi e a sostenere le aziende agricole. Le dichiarazioni territoriali sono importanti per garantire poteri speciali, razionamenti in primis, e risorse economiche che permettano per esempio di inviare l’acqua dove è necessaria.

Chi è il commissario straordinario per l’emergenza idrica?

Acqua, E

Il ruolo del commissario straordinario per l’emergenza idrica è importante in questo momento perché avrà una struttura da 30 unità e potrà contare sullo strumento dell’ordinanza “in deroga a ogni disposizione di legge escluse quella penale, le leggi antimafia, il codice dei beni culturali e i vincoli legati all’appartenenza alla Ue” per realizzare con rapidità gli interventi volti alla riduzione delle perdite d’acqua nel sistema idrico. Il commissario dovrà occuparsi anche della verifica dell’adozione da parte delle Regioni delle misure per razionalizzare i consumi ed eliminare gli sprechi della risorsa idrica.