Smog: cos’è, come si forma e quali conseguenze ha

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Smog

Lo smog è una forma di inquinamento atmosferico, ma nel corso degli anni il significato di  questo termine è cambiato ed oggi sarebbe più opportuno parlare di smog fotochimico, un fenomeno decisamente più preoccupante.

Cos’è lo smog tradizionale

Il significato del termine smog, come abbiamo appena detto, ha subito delle variazioni nel corso del tempo: è stato coniato negli anni ’50 in riferimento ad un fenomeno ben preciso. Nel 1952 infatti, a Londra, si è formata una cappa di inquinamento altamente velenosa, che determinò un incremento della mortalità e un aumento delle malattie respiratorie tra la popolazione. Le cause sono da rintracciare nelle emissioni nocive dovute all’utilizzo di carbone come combustibile: le polveri incombuste, l’anidride solforosa e gli ossidi di azoto si sono scontrati con un periodo piuttosto lungo di inversione termica, che ha determinato la formazione di una cappa negli strati più bassi dell’atmosfera. La parola “smog” è la contrazione dei termini inglesi “smoke” (fumo) e “fog” (nebbia) e si riferisce proprio all’aspetto dell’atmosfera londinese. Oggi, però, questo tipo di smog (chiamato tradizionale) si presenta molto raramente. 

Lo Smog Fotochimico: il vero problema attuale

SmogLa forma di inquinamento ambientale più diffusa ai giorni nostri è lo smog fotochimico, che è completamente diverso da quello tradizionale e anche, purtroppo, più pericoloso. Questa forma di inquinamento infatti produce grandi danni non solo alla nostra salute, ma anche all’ambiente, agli ecosistemi acquatici e agli animali. Attualmente, nei vari Paesi, sono in atto delle misure volte proprio a ridurre il problema, poichè il rischio è davvero molto elevato, soprattutto nelle zone più popolate, industrializzate ed urbanizzate. 

Le cause dello smog fotochimico sono diverse: nelle grandi città è principalmente il traffico automobilistico a creare questo tipo di inquinamento, mentre nelle zone meno popolate sono le industrie ad incidere notevolmente. La particolarità di questo smog è l’elevata concentrazione di ozono a bassa quota: si tratta di una forma di inquinamento altamente cancerogena, che può irritare le vie respiratorie e provocare disturbi di tipi visivo.

La componente acida dello smog fotochimico, sul lungo periodo, ha la capacità di corrodere gli edifici e naturalmente contribuisce ad accentuare il problema dell’Effetto Serra ma anche quello delle Piogge Acide, che ricordiamo non devono essere nè dimenticati nè sottovalutati.

Lo smog nelle città italiane

Il problema dell’inquinamento atmosferico nelle città italiane non deve essere preso alla leggera, ma a quanto pare, secondo un’inchiesta di Legambiente, nel 2016 oltre 32 città hanno superato la soglia massima consentita dalla legge. I dati sono piuttosto allarmanti, tanto che immediatamente sono stati presi provvedimenti per limitare il traffico, soprattutto nelle città più inquinate come Torino, Milano e Frosinone.

Ma sono veramente efficaci le limitazioni del traffico? A quanto pare non abbastanza: per risolvere il problema dello smog, le misure devono essere più incisive e volte soprattutto a promuovere altri tipi di mobilità. Dovrebbero essere progettate delle piste ciclabili per garantire la possibilità di spostarsi in bicicletta, ad esempio, e occorrono incentivi all’acquisto e all’utilizzo delle auto ibride o elettriche. E’ importante fornire ai cittadini una buona rete di trasporti pubblici e regolamentare l’uso del riscaldamento nelle case. La soluzione, in sostanza, deve essere cercata e messa in atto su più fronti.

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