Spreco alimentare: cos’è e come ridurlo

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27/01/2021

Lo spreco alimentare è un problema sempre più pressante nella società odierna. Secondo la FAO, ogni anno vengono sprecati un miliardo e trecento milioni di tonnellate di cibo, cioè un terzo di quanto ne viene prodotto. Nei paesi a medio-alto reddito il cibo viene buttato, in altre parti del mondo le persone muoiono di fame: vediamo in cosa consiste il più grande paradosso dei giorni nostri e come contrastarlo. 


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Con il termine “spreco alimentare” si intende la perdita di cibo ancora consumabile. Questo fenomeno può avvenire lungo tutta la catena di produzione e di consumo del cibo. Ogni giorno, tonnellate di cibo vengono sprecate; si stima che queste perdite siano dell’entità di un terzo della produzione. Solo tra le fasi di raccolta e di vendita, quasi il 15% degli alimenti prodotti vengono buttati. Secondo i dati della FAO, un miliardo e trecento milioni di tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno: un quantitativo tale consentirebbe di coprire il fabbisogno netto dell’Africa subsahariana per almeno cinque anni.

Come ridurre gli sprechi alimentari


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Ormai lo spreco del cibo è diventato abitudinario: si compra sempre più di quanto in realtà non si consumi, e si gettano via quantità anche ingenti di cibo con una facilità preoccupante. Questo perché abbiamo perso, sovrastati dall’ottica del consumismo, il senso di quello che abbiamo per le mani. Bisogna considerare che dietro ad ogni alimento ci sono lavoro, fatica, filiera produttiva, consumi idrici ed energetici.

Come ridurre gli sprechi alimentari: la guida della FAO

La FAO ha pubblicato una breve guida per i consumatori contenente alcuni consigli su come poter ridurre il problema dello spreco alimentare:

  • Adottare una dieta sana e sostenibile;
  • Scegliere prodotti ortofrutticoli “brutti” (poiché generalmente scartati e, di conseguenza, gettati);
  • Conservare il cibo con criterio;
  • Leggere bene le etichette degli alimenti (per verificare le scadenze ed evitare sprechi inutili);
  • Riciclare i rifiuti alimentari (ad esempio, provando a fare il compost in casa);
  • Rispettare il cibo;
  • Supportare i produttori locali;
  • Utilizzare meno acqua possibile;
  • Mangiare più legumi e verdure;
  • Condividere ciò che andrebbe sprecato.