Stufe e camini, attenzione alle multe: dove si rischia

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23/09/2022

In alcune regioni italiane l’accensione di stufe e camini è normata da una serie di regole che se non rispettate possono portare a mute salatissime, dal valore di 5 mila euro. Vediamo insieme dove.

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Per fronteggiare la crisi ambientale, alcune regioni italiane hanno deciso di introdurre una serie di disincentivi per cercare di contenere le emissioni di CO2. In che modo? Imponendo delle restrizioni sull’accensione di stufe e camini, per cui si può incorrere in multe salatissime, fino a un importo massimo di 5 mila euro. Vediamo insieme dove.

Accensione stufe e camini: dove si rischia la multa

Stufa,

In alcune regioni del Nord Italia si rischia di incorrere in multe salatissime per l’accensione di stufe, camini, termostufe a legna e anche per l’accumulo alimentare a biomassa legnosa.

La prima regione a introdurre una sanzione per l’installazione di generatori di calore alimentati da biomassa legnosa, come camini e stufe, in caso di superamento delle emissioni consentite è la Lombardia. Dall’inizio del 2022, la regione ha introdotto l’obbligo che i generatori di calore abbiano 4 stelle oltre che l’utilizzo di generatori di calore domestici con 0 o 1 o 2 stelle. Inoltre, a partire dal primo ottobre 2018 per le stufe a pellet con potenze inferiore ai 35 kW è obbligatorio usare pellet di classe A1. In caso di trasgressione, è prevista una multa di minimo 500 euro e massimo 5.000.

Per quanto riguarda invece il Veneto, è vietato installare generatori di calore con classe di prestazione missiva che sia inferiore a 3 stelle e di continuare ad usare generatori di classe inferiore alle 2 stelle. Ma anche installare generatori inferiori a 4 stelle non è possibile.

Anche in Emilia Romagna l’utilizzo di camini e stufe a legna è stato limitato. Il controllo della qualità dell’aria vieta l’utilizzo di caminetti, stufe a legna o pellet per il riscaldamento domestico di classe 1 e 2 stelle nelle case in cui è presente un sistema alternativo di riscaldamento domestico che si trovino in tutto il territorio regionale sotto i 300 metri. Inoltre, la Regione offre una serie di incentivi per l’aggiornamento degli impianti di riscaldamento.